Ripristino dell'ambiente nell'isolotto di Corrumanciu. Le villette costruite nell'isolotto di Corrumanciu, nel bel mezzo degli stagni di Porto Pino, sono abusive e vanno demolite. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per gli abusi edilizi nella località balneare di Sant'Anna Arresi: i 45 edifici (36 villette e 9 strutture commerciali) devono essere eliminati e l'ambiente dell'isolotto di Porto Pino deve essere ripristinato. Sant'Anna Arresi. Condanne confermate, imposto il ripristino ambientale dell'isolotto. Cassazione: giù le villette di Porto Pino. Ordine di demolizione per il villaggio di Corrumanciu. La Cassazione ha confermato le condanne per gli abusi edilizi di Corrumanciu: il complesso edilizio di Porto Pino sarà demolito. Per gli ambientalisti adesso non ci sono più scuse: anche la Cassazione ha confermato che il villaggio di Corrumanciu, costruito a ridosso degli stagni di Porto Pino, è abusivo per mancanza delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche. Il complesso edilizio va dunque demolito e l'ambiente deve essere ripristinato. TERZO GRADO. La sentenza, che per la terza volta conferma quanto stabilito in primo grado e in Appello, è del 7 ottobre scorso ed ora è possibile conoscerne i dettagli. Si tratta delle 45 costruzioni (di cui 36 residenze stagionali e 9 strutture a destinazione commerciale) che la società Isolotto Immobiliare srl aveva fatto realizzare sull'isoletta di Corrumanciu, a ridosso dello stagno e a pochi passi dalle splendide spiagge di Porto Pino. Un complesso edilizio la cui realizzazione aveva scatenato le ire degli ambientalisti: sin dall'arrivo delle prime ruspe avevano bollato il progetto come ennesimo esempio scempio ambientale e cementificazione selvaggia. Un giudizio, quello delle associazioni Amici della terra e Gruppo di intervento giuridico, condiviso a quanto pare anche dai giudici visto che il Tribunale penale prima (sentenza del settembre 2007) e la Corte d'Appello poi (dicembre 2008) avevano stabilito che le villette di Corrumanciu erano assolutamente abusive e andavano demolite. LE CONDANNE. Ora la sorte del villaggio è definitivamente segnata visto che la Corte di Cassazione ha confermato le condanne di Francesco Monti, amministratore delegato della Isolotto Immobiliare s.r.l., Fulvio Pilloni direttore dei lavori e di Massimo Paolo Granella Massimo Paolo, responsabile dell'Area tecnica del Comune di S. Anna Arresi. L'accusa era violazione delle norme relative alla tutela paesaggistica ed è costata loro nove mesi di arresto con la condizionale, 18 mila euro di ammenda oltre che l'obbligo di demolizione degli abusi edilizi e ripristino ambientale. In più i giudici hanno condannato Monti, Pilloni e Granella al risarcimento di ottomila euro di danni (più le spese legali) a favore delle associazioni Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico. La sentenza della Cassazione chiude una vicenda iniziata il 25 ottobre 2004, quando il complesso edilizio era stato posto sotto sequestro penale da parte del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale su disposizione della Procura della Repubblica. In sede di giudizio è stato appurato che i lavori erano stati eseguiti senza il nullaosta paesaggistico nonostante l'isolotto di Corrumanciu ricadesse all'interno dello Stagno di Porto Pino (direttamente comunicante con il mare) sotto le competenze del demanio marittimo e fosse soggetta a rigidi vincoli ambientali. Ora le associazioni ambientaliste che hanno guidato quella lunga battaglia in nome del rispetto dell'ambiente ritengono che non ci sia più tempo da perdere e che il villaggio vada demolito al più presto.