I tagli ai conti pubblici allontanano la nascita del Museo della Shoah a Ferrara. Pochi giorni fa, infatti, dal ministero per i Beni Culturali è stato inviato un fax all'assessorato alla Cultura del capoluogo estense per annunciare che i finanziamenti previsti quest'anno per il progetto di costruzione del museo non erano più disponibili, causa i problemi economici che hanno portato l'esecutivo prima a una manovra bis e poi a mettere in cantiere un Dpef da 24 miliardi. La legge 91 del 2003 («È istituito a Ferrara il Museo Nazionale della Shoah quale luogo simbolico per conservare nella memoria nazionale le drammatiche vicende delle persecuzioni razziali e dell'Olocausto») rischia dunque di rimanere sulla carta- II museo dovrebbe sorgere all'interno del parco urbano che Ferrara ha intitolato a Giorgio Bassani e il progetto, votato all'unanimità dal Parlamento prevede lo stanziamento di 15 milioni di euro, più un milione l'anno per le spese di gestione e finanziamento. Svaniti i fondi per il 2004, gli amministratori locali ora temono anche per il prossimo anno. «C'è molta gelosia e concorrenza in giro per ii nostro paese», aveva detto prima dell'annuncio dei tagli il sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale, «e forse qualche tentativo di boicottare la soluzione Ferrara. I ritardi con cui il ministero di Giuliano Urbani gestisce la vicenda aumentano le incertezze e le nostre preoccupazioni».