Dopo che la sentenza è passata in giudicato, per le associazioni Amici della Terra e il Gruppo di intervento giuridico «non c'è più tempo da perdere: le villette dell'isolotto di Corrumanciu, a Porto Pino, devono essere demolite». Le due associazioni ecologiste lo hanno chiesto (con un'istanza inoltrata avant'ieri) al Procuratore generale presso la Corte di Appello di Cagliari e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Le associazioni, entrambi parte civile nel processo sugli abusi edilizi culminato con la condanna di tre persone, hanno sollecitato Procura e Tribunale affinché pongano in esecuzione l'ordine di demolizione ed il ripristino ambientale. Azioni che derivano dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione (la numero 1250 del 7 ottobre 2009) passata in giudicato. La sentenza si riferisce all'insediamento (36 villette e 9 strutture commerciali) realizzato dalla società Isolotto Immobiliare a Corrumanciu, nello Stagno di Porto Pino (Sant'Anna Arresi). Gli edifici erano sorti senza le autorizzazioni paesaggistiche: sono stati condannati a dieci mesi di arresto con la condizionale l'amministratore della società Francesco Monti, il direttore dei lavori Fulvio Pilloni, e il responsabile dell'area tecnica del Comune Massimo Granella. Analoga richiesta è stata inoltrata alla Regione e alla Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici.