Il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, non smette di stupire. Soprattutto preoccupa la sua ignoranza (nel senso di ignorare, di non essere a conoscenza) circa i meccanismi che regolano le competenze di diversi enti, come Comune (di cui fa parte) e Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino. Appena due giorni fa, infatti, abbiamo dato notizia che in data 11 marzo Nardella scrisse una lunga lettera alla soprintendente Cristina Acidini auspicando, in occasione di «Operafestival» che si sarebbe svolto nei mesi estivi nel Prato delle Colonne del Giardino di Boboli, «che l'allestimento di Boboli fosse in grado di ospitare, ove necessario, anche spettacoli per i quali si prevede un pubblico più numeroso rispetto ai 2000 posti previsti nel bando da voi recentemente predisposto». Il Giardino di Boboli rientra nel patrimonio del Polo Musale fiorentino, cioè appartiene alla Stato, e su di esso - sia chiaro una volta per tutte - nessun componente della Giunta comunale di Firenze ha alcuna competenza. Il problema per Nardella sta proprio qui: lui ignora questa semplice regola e, probabilmente, pensando che il suo intervento sanasse una situazione che evidentemente non andava a genio ai vincitori della gara per l'assegnazione della concessione per gli spettacoli in Boboli, cioè alla Multipromo, scrisse una prima lettera alla responsabile del Polo Museale. Ieri la novità: abbiamo infatti appreso che, in data 17 marzo2010 - cioè 6 giorni dopo la prima lettera alla soprintendente Acidini - il vicesindaco Nardella ha scritto una nuova lettera reiterando più chiaramente la richiesta di aumento della capienza di platea e tribune in Boboli. In essa, tra l'altro, si legge: «Si fa seguito alla precedente nota prot. n. 28410 dello scorso 11 marzo per comunicare che per le manifestazioni culturali al Giardino di Boboli considerate come eventi di carattere eccezionale, si ritiene indispensabile prevedere l'ampliamento della capienza per un max di 3800 posti. [...] Si allega la relativa pianta della predisposizione dei posti al palco occorrente al Giardino di Boboli...». Insomma Nardella ha pensato bene di intervenire - senza alcuna competenza per farlo - chiedendo non l'aumento di qualche centinaio di posti (che comunque avrebbe ignorato il bando), bensì quasi il raddoppio della capienza di platea e tribune. Come già sottolineato, sconcerta la facilità con cui il vicensindaco prima «auspica» e poi addirittura «ritiene indispensabile» il quasi raddoppio della capienza di platea e tribune di Boboli, che quest'anno erano stati abbassati (da 3800 a 2000 posti) per motivi sia di sicurezza, sia di rispetto del patrimonio vegetale, oggetti di fin troppi abusi negli anni scorsi. E a proposito di danni al giardino (più volte siamo intervenuti sui problemi causati dal passaggio di grossi camion, con le attrezzature per le tribune e il palco di «Operafestival», all'interno del giardino), alcuni lampioni della strada battuta dai grossi automezzi sono ancora da riparare: basta fare un giro tra siepi e alberi e la realtà emerge. Inoltre sarebbe interessante capire se, in presenza di assicurazioni e cauzioni (quest'ultime, fino all'anno scorso erano ridicole ma quest'anno sono salite a 10mila euro), i danni sono stati pagati, in quale capitolo del bilancio del Polo Museale quei soldi sono stati versati e perché, se i danni sono stati pagati, alcuni lampioni e una statua sono ancora da riparare?
FIRENZE - Nardella: un'altra invasione di campo.
Il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, ha scritto due lettere alla soprintendente Cristina Acidini, auspicando l'allestimento del Giardino di Boboli per Operafestival con una capienza di 3800 posti, quasi il raddoppio della capienza prevista nel bando. Il Giardino di Boboli rientra nel patrimonio del Polo Museale fiorentino, e quindi nessun componente della Giunta comunale di Firenze ha alcuna competenza in materia. Nardella ha ignorato questa regola e ha chiesto l'aumento della capienza, probabilmente per favorire la Multipromo, vincitrice della gara per l'assegnazione della concessione per gli spettacoli in Boboli.
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