Solo l'uomo può salvare quello che l'uomo ha lasciato, questo deve essere chiaro a tutti, una volta e per sempre, altrimenti i beni culturali saranno destinati alle macerie, al disinteresse totale o a restare affidati alla fragilità dell'improvvisazione estemporanea. È caso della riffa organizzata dai francescani del convento di Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana per il restauro del monumento. Alla fine degli anni Novanta il ministro Veltroni dispose che parte dei proventi del Lotto del mercoledì venissero destinati per il restauro di opere d'arte, a distanza di anni ci appare come una mossa disperata e necessaria allo stesso tempo. Mirella Barracco, nella intervista rilasciata ieri al Mattino, ne è convinta. La Barracco ritiene che l'operazione dei francescani possa coinvolgere di più la cittadinanza perché, seppure in maniera minima, ha partecipato economicamente alla sua salvezza. Le persone solo in questo modo possono finalmente dare carne e anima a luoghi, mura, quadri, ritenuti in generale oggetti senza significato concreto, zavorre di cui si può tutto sommato fare a meno. Lo Stato, soprattutto in un momento di recessione come quello presente, non è in grado di sopportare per intero le spese di conservazione di un patrimonio gigantesco come quello italiano. La Campania è una delle regioni con il maggior numero di monumenti artistici della penisola, sarebbe ora di dare spazio ai privati, agli sponsor in maniera decisa, senza tentennamenti, smettendola di vedere nel privato un abuso fatto contro il pubblico. Restando piantati su questa arcaica concezione, c'è il rischio serio dello sgretolamento di un patrimonio artistico strepitoso, usando la stessa insensatezza di Mazzarò che, prossimo alla fine, invece di trasformare le sue proprietà in eredità, cercò di finirle prima della sua fine. I tagli alla scuola dovrebbero far ben intendere che non è più il caso di arroccarsi su pozioni, a questo punto, dannose per tutti. I frati francescani lo hanno capito, lo Stato non è la Provvidenza manzoniana, l'attesa deve smettere di essere passiva, inerte. Pompei, Paestum, Ercolano, Stabia, Cuma, tanto per fare dei nomi, con l'inserimento dei privati o con una gestione mista potrebbero funzionare meglio. Quando si investono soldi propri non si aspetta il turista, ma lo si va a prendere con offerte, proposte, iniziative, lo si stana dovunque si trovi. Sarebbe meraviglioso, tanto per uscire dalle parole, se venisse costruito sull'acqua un teatro con le pareti di vetro che avesse sullo sfondo notturno Bacoli, Capri, Ischia o Procida, farlo sul mare dove ci sono pontili in disuso o su un lago archeologicamente importante come l'Averno. Sarebbe uno spettacolo unico al mondo, e ben pagato. Ma sono necessari lungimiranza, coraggio, creatività; spesso prevale invece una visione ancora troppo ristretta, pi antica delle pietre che si dovrebbero tutelare. L'homo faber e l'homo sapiens da noi sembrano dormire ognuno per i fatti propri. «Peccato che non hai finito il lavorogià che c'eri», scrive Ezra Pound, parole che ben si adattano a una storia che non ha mai smesso di essere e che ha solo bisogno di manutenzione continua per proseguire, sotto altra forma, il suo percorso. Sono, insomma, parole rivolte a noi e che vengono da lontano. Cominciamo, una volta e per sempre, cominciamo.
CAMPANIA - Uno sforzo unico pubblico-privato per salvare l'arte
Il ministro Veltroni ha deciso di destinare parte dei proventi del Lotto del mercoledì al restauro di opere d'arte. I francescani del convento di Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana hanno organizzato una riffa per il restauro del monumento. Mirella Barracco ritiene che l'operazione possa coinvolgere la cittadinanza e che lo Stato non sia in grado di sopportare le spese di conservazione del patrimonio artistico italiano. La Campania ha il maggior numero di monumenti artistici della penisola e sarebbe ora di dare spazio ai privati e agli sponsor. I frati francescani hanno capito che non è più il caso di arroccarsi su pozioni dannose per tutti.
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