L'assessore Giuliano da Empoli quando vide le forchette dell'Esselunga sul Ponte Vecchio ci andò già pesante: «Un intervento invasivo e autoritario che il Ponte Vecchio non subiva dal 1939», disse. Oggi il Vasariano non è più «apparecchiato», ma abbandonato. Pure stavolta però, provocare una reazione dell'assessore di Palazzo Vecchio è semplice. Media Firenze non trovava più pubblicità. Anche la Soprintendenza sembra che di soldi non ne abbia. Insomma è tutto fermo. Pure Palazzo passivamente Vecchio? «E una vicenda surreale, perché il turista o il cittadino può non saper distinguere le responsabilità, capire che questo dipende dalla Soprintendenza, questo da altri. Noi abbiamo le mani legate. Il fatto che si debba assistere passivamente a vicende che investono il cuore della città (come i Nuovi Uffizi), della cultura e la proiezione mondiale di Firenze è l'ennesima conferma che il sistema di governance dei beni culturali a Firenze è abbastanza sbagliato. Sicuramente da rivedere». Assessore, fermiamoci al Ponte Vecchio. Si rende conto che uno dei simboli di Firenze è bloccato per «soli» 170 mila euro? «Secondo me, questo è il simbolo del casino generale in cui si trova tutto il discorso dei Beni Culturali e la governance della Soprintendenza a Firenze. Il Ponte Vecchio è la manifestazione più visibile della punta dell'iceberg di un problema molto più ampio che qui abbiamo visto svilupparsi con questa storia assurda dei commissari e dei commissariamenti, dei soprintendenti e dei soprintendentati. Sono problematiche spaventose che bisogna affrontare». E come? «È un tema di cui discutiamo, direi tutti i giorni, con il sindaco Renzi e gli altri assessori. Onestamente devo dire che non siamo più disponibili ad accettare il protrarsi di una situazione di questo tipo. Di cui il Ponte Vecchio è la dimostrazione».