Il ministero pubblica la lista dei luoghi che vuole mettere a reddito All'asta anche la Matter Sant'Andrea, l'area sommergibilisti Orsoni: impediremo che siano tolti alla collettività VENEZIA - La data dell'asta non è ancora stata fissata, ma la vendita all'incanto delle caserme dismesse e delle strutture del ministero della Difesa avverrà molto presto. Sicuramente prima dell'avvento del tanto atteso federalismo demaniale perché il ministro Ignazio La Russa su questo è stato chiarissimo: bisogna fare cassa il prima possibile. E nella lista dei 76 edifici destinati al miglior offerente (pubblicata tre giorni fa dal ministero) sono finiti anche la caserma Matter sul Terraglio, l'ex idroscalo di Sant'Andrea e l'ex area sommergibilisti che fa parte dell'Arsenale, forte San Felice a Chioggia. Edifici che, nei piani del ministero e delle società create per la vendita (la Fintecna e la Patrimonio Spa), dovrebbero cambiare destinazione d'uso per essere venduti come strutture alberghiere. «Non era questo che preannunciava il governo quando parlava di federalismo demaniale » , dice secco Roberto D'Agostino, presidente dell'Arsenale. «Si parlava di recupero delle aree demaniali che devono essere restituite, non di vendita ai privati, questa proposta di La Russa va contro ogni logica federale e federalista: vendere gli immobili senza consultare i Comuni è la peggior forma di centralismo spinto». A sentire gli uffici comunali infatti i sindaci non sono ancora stati informati delle intenzioni del ministero di procedere alla vendita. «Verificheremo immediatamente la notizia per capire i termini di un'eventuale messa all'asta dei beni - dice il neo sindaco Giorgio Orsoni che è stato assessore al Patrimonio del Comune cinque anni fa - Ricordo però al ministro La Russa che stiamo parlando di aree straordinariamente strategiche per questa città, pezzi di territorio inibiti da decenni alla cittadinanza che alla cittadinanza devono tornare. Se davvero il ministero è intenzionato a vendere utilizzeremo tutti i nostri strumenti per impedire che questi spazi vengano nuovamente sottratti alla collettività». D'altro canto lo stesso ministero dovrà iniziare una serie di trattative con i sindaci per ottenere i cambi di destinazione d'uso: una struttura come l'isola di Sant'Andrea o come l'Arsenale infatti non hanno alcun valore di mercato se restano vincolate all'uso militare. E il cambio di destinazione d'uso è una prerogativa dei Comuni, fanno notare a Ca' Farsetti. Il ministero però non ha solo intenzione di vendere una parte del suo patrimonio, nei giorni scorsi ha stilato anche una seconda lista di trentasei edifici che invece rimarranno nelle mani del governo e che verranno quindi utilizzati a scopo turistico per generare reddito. E anche in questo caso i veneziani sono coinvolti: in questa seconda lista appare la quasi totalità della superficie dell'Arsenale (sala delle Armi, area delle Galeazze Ovest, area profughi Giuliani e area Giardino delle Vergini) che dovrebbe restare nelle mani del governo e che dovrebbe essere destinata ad un uso turistico. «Questo è ancora peggio - continua D'Agostino - chiunque pensi di usare l'Arsenale a scopo turistico non ha capito nulla di questa città e non ha capito nulla di che cosa sia l'Arsenale. Spero sia solo una boutade di La Russa. L'Arsenale deve diventare un polo museale, un centro di studi e di ricerca. E, soprattutto, deve tornare ai veneziani». Anche sul futuro della caserma Matter ci sono dei dubbi da parte dei funzionari comunali. Meno di un anno fa c'erano stati degli incontri tra i dirigenti veneziani con i rappresentanti del ministero della Difesa, ma si era parlato di riconversione e riqualificazione dell'area del Terraglio e mai di un cambio di destinazione d'uso a scopo turistico.