Nel 1995, in uno dei depositi di tesori artistici di cui Venezia è disseminata, rimerse dall'oblio una catasta di pezzi di legno: colonne, trabeazioni, balaustre di quella che è forse la più grande cantoria smontabile del mondo (15 metri per 11), costruita nel 1789 per la parte interna della facciata della Chiesa di San Rocco. La cantoria, progettata per accogliere una trentina di cantori, era stata immaginata come un complemento opzionale per il grandioso organo Nacchini issato su quella parete, che ancor oggi viene impiegato per registrazioni di musica sacra d'epoca, e fu di fatto impiegata tra la fine del Sette e i primi del Novecento. Il suo ultimo montaggio risale all'agosto del 1927, quando essa fu esibita in occasione delle solenni celebrazioni per il sesto centenario della morte di San Rocco. Poi, iniziò un deperimento cui ora il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per interessamento dello stesso titolare Sandro Bondi, ha deciso di porre fine. Grazie a un cospicuo finanziamento ministeriale, e al cofinanziamento da parte dell'Arciconfraternita della Scuola Grande sanrocchina, il prezioso manufatto ligneo San Rocco, cantoria verrà restaurato e rimesso in opera. Definitivamente, questa volta. La chiesa veneziana di San Rocco diverrà così un auditorium, unico nel suo genere e di straordinaria qualità acustica, per la musica sacra. Né solo per quella sei-settecentesca, visto che questo stesso luogo e questo stesso organo furono scelti, nel corso del Novecento, come sedi per la prima esecuzione di opere d'autori per varie ragioni legati a Venezia, come Stravinskij, Nono e Britten. Del restauro e del rimontaggio della cantoria si occuperà, d'intesa con la Soprintendenza, l'architetto veneziano Mario Piana, specialista in questo genere d'interventi conservativi. Regista dell'intera operazione (che non giungerà a compimento prima del prossimo anno), il Guardian Grando della Scuola, Franco Posocco, divenuto così un benemerito della musica, oltre che dell'arte e dell'architettura veneziane.