Ponte Vecchio, tutto fermo. Il restauro del Corridoio Vasariano è bloccato, anche se mancano solo 170 mila euro. Da Empoli: surreale Orafi in rivolta: siamo stufi dei tubi, pronti a fare causa Il restauro della facciata del corridoio vasariano sul Ponte Vecchio è fermo da due mesi. La sociètà che doveva finanziare i lavori con la pubblicità, Media Firenze, dopo le polemiche sulle posate, se ne è andata ma forte del contratto stipulato con la Soprintendenza ha lasciato i ponteggi che ora sono abbandonati. La Soprintendenza deve trovare «soltanto» 170 mila euro per finire il restauro, ma ancora non li ha. Un pasticcio, che l'assessore Giuliano da Empoli definisce «surreale» e che sta facendo infuriare i commercianti pronti a fare causa. Mancano solo 170 mila euro per finire il restauro Orafi in rivolta: faremo causa alla soprintendenza Da pagina 1 Quel che resta del restauro del Corridoio Vasariano sul Ponte Vecchio sono solo gli scheletri dei ponteggi. Nessun cartello, nessun avviso di inizio o fine lavori. Solo le nude strutture in acciaio e l'impalcatura di legno che è come se avesse ingabbiato i negozi di gioielleria. Di operai nemmeno l'ombra, ormai da tempo, da quasi due mesi. Di una via d'uscita dall'ennesimo pasticcio che fa male al cuore di Firenze anche. C'è solo un grande punto interrogativo. Anzi più di uno. Quando finiranno i lavori? Perché è tutto bloccato? Possibile che nessuno si domandi che succede? Che nessuno provveda a portare a termine un restauro che in fin dei conti non è nemmeno dei più complessi e tantomeno dei più costosi? Proviamo a fare un po' di ordine, partendo però dalla fine. I lavori Strutture in acciaio e impalcature di legno: ecco ciò che rimane del restauro Per terminare i lavori basterebbero «appena» 170 mila euro. Centosettantamila euro per rimettere a posto l'intonaco e i capitelli del Ponte Vecchio. La cartolina più gettonata della città, la fotografia più scattata a Firenze che da gennaio dell'anno scorso è stata oscurata prima dalle pubblicità le forchette e i cucchiai dell'Esselunga, gli orologi e uomini a torso nudo e che oggi è nient'altro che un cantiere abbandonato. Ci sono i ponteggi, c'è un telone bianco che penzola ma nessun cartello che dica chi è il responsabile di questo scempio. I responsabili sono due. La soprintendenza del Polo Museale fiorentino e l'agenzia di pubblicità (Media Firenze) che tramite gli sponsor avrebbe dovuto pagare tutto il restauro della facciata esterna del Vasariano. Dopo le polemiche scoppiate sulla qualità e l'opportunità di alcune pubblicità a partire dal Ponte Vecchio «apparecchiato» Media Firenze non è più riuscita a trovare sponsor che si azzardassero a mettere un manifesto sul Ponte Vecchio. Poi c'è stato il ciclone del commissariamento dei Nuovi Uffizi che ha coinvolto anche il Vasariano (pare che la pubblicità dell'Esselunga avesse fatto storcere il naso anche a qualcuno a Roma) e la rottura con Media Firenze che intanto non riusciva più a trovare pubblicità. Ora tutto è tornato nelle mani della soprintendenza che adesso deve risolvere il non facile pasticcio. La situazione attuale infatti è la seguente: i ponteggi sono di proprietà di Media Firenze che, forte del contratto sottoscritto un anno e mezzo fa, non sbaracca anche se non trova più sponsor per andare avanti. Situazione di stallo che permane da quasi due mesi. La soprintendenza non può far salire nessun operaio per terminare i lavori che almeno nella prima parte del ponteggio, quello coperto con il lenzuolo bianco che comincia da piazza del Pesce fino al loggiato sarebbe praticamente ultimato, salvo gli ultimi ritocchi (c'è solo da dare il colore). Di più, la soprintendenza sta cercando questi benedetti 170 mila euro, di cui al momento sembra non disporre. Di Media Firenze si è detto: no sponsor, no euro. Come fare allora? «Ho preso l'impegno di consegnare i lavori entro dicembre spiega l'architetto della soprintendenza Mauro Linari e conto di farcela, l'ho detto anche ai commercianti. Forse noleggeremo da Media Firenze i ponteggi, ma dobbiamo trovare una soluzione per andare avanti». Ovvero, i soldi. «L'agenzia di pubblicità non ha trovato più i fondi e c'è da capirli, anche noi li stiamo cercando continua Linari i soldi non ci sono nè da una parte nè da un'altra. O arrivano da Roma o troviamo qualche sponsor ma non possiamo restare in questa situazione. Firenze non lo merita, quel cantiere è spoglio, è brutto e insomma... stiamo parlando del Ponte Vecchio». In tutta questa situazione il Comune può solo assistere impotente ma senza cartelli e indicazioni sui ponteggi nessuno può capire di chi sia la competenza e dunque con chi prendersela come peraltro ha dovuto fare per il pasticcio ben più grande del commissariamento dei Nuovi Uffizi. I commercianti però sono stanchi. Anche perché in realtà i lavori sono fermi non da due mesi, ma da quattro, causa l'inverno e il maltempo. Laura Piccini, da una vita sul Ponte Vecchio con il suo negozio di gioielleria, sta proprio a pochi passi dal cantiere: «Guardi, ad un certo punto ci rivolgeremo a chi di competenza, noi commercianti siamo stufi. Se la soprintendenza non ha i soldi levi tutto e quando li troverà finirà il restauro. Ci stiamo rimettendo anche noi e se non troveranno una soluzione al più presto faremo causa alla soprintendenza, così, altro che 170 mila euro. Con il restauro il sindaco non c'entra, ma qui sul Ponte Vecchio non c'è solo questo problema. L'abusivismo, per esempio, continua a dilagare».