Saranno le sale di Palazzo Morteo ad Alassio a ospitare l'archivio di Cado Levi, venduto all'asta a Roma nel giugno scorso. Lo ha deciso Antonio Ricci, ideatore del programma televisivo «Striscia la notizia», ma anche testimonial del Fai (Fondo per l'ambiente italiano). Rìcci, che fino a oggi era riuscito a mantenere l'anonimato come acquirente, aveva fatto comprare le carte e i disegni del celebre autore di «Cristo si è fermato a Eboli» da un libraio antiquario torinese, con l'intento di donarli alla cittadina ligure se lo Stato non avesse esercitato il diritto di prelazione. Questo scade il 17 agosto» ma il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani sembra essere d'accordo sulla destinazione voluta dal popolare autore televisivo. Ancor più soddisfatto il sindaco di Alassio, Marco Melegrati, di Forza Italia: «Tre anni fa, quando abbiamo restaurato il palazzo per la Pinacoteca Levi, abbiamo previsto anche una sezione didattica, pronta ad accogliere le carte dello scrittore». La collezione sarebbe stata acquistata dall'ideatore di «Striscia» e destinata alla cittadina ligure. DONAZIONE Antonio Ricci sarebbe il misterioso compratore dell'Archivio L'ultimo tentativo per far restare a Roma l'archivio di Carlo Levi lo sta facendo il Campidoglio. «Il Comune annuncia l'assessore alla Cultura Gianni Borgna ha chiesto allo Stato di esercitare il diritto di prelazione sull'acquisto delle carte e i disegni di Levi ed è pronto a mettere a disposizione degli spazi per custodirlo e valorizzarlo». Borgna aggiunge che l'archivio potrebbe essere ospitato dalla Casa delle Letterature, dove già sono custoditi gli archivi di Giorgio Caproni e Sandro Penna. Ma l'archivio Levi sembra ormai aver preso definitivamente la via di Alassio. Battuto a un'asta di Christie's a piazza Navona nel giugno scorso e comprato dal libraio antiquario torinese Fabio Freddi per conto di un misterioso acquirente, finirà nella Pinacoteca Levi, nella cittadina ligure. Lo ha deciso proprio lo sconosciuto compratore, il quale altri non è che Antonio Ricci, ideatore del popolare programma televisivo «Striscia la notizia», ma anche testimonial del Fai (Fondo per l'ambiente italiano). Ricci vuole infatti donare ad Alassio, dove ha anche la sua residenza, le carte dello scrittore torinese. A meno che lo Stato non eserciti la prelazione, per cui ha tempo fino al 17 agosto. Ma il ministro Giuliano Urbani non ne ha alcuna intenzione, anzi, sarebbe più che soddisfatto alla notizia che l'archivio resta in Italia, integro e accessibile al pubblico. Ancor più soddisfatto il sindaco di Alassio, Marco Melegrati, eletto con i voti di Forza Italia: «Quando nel 2001 abbiamo aperto la Pinacoteca Levi nelle sale restaurate di Palazzo Morteo, abbiamo previsto uno spazio per la sezione didattica, con vetrinette già pronte per accogliere la collezione dello scrittore». La Pinacoteca, con sale climatizzate affacciate sul mare, ospita 22 quadri di Levi, concessi in comodato per dieci anni dalla stessa Fondazione Levi di Roma. «Si tratta di opere che hanno per soggetto personaggi e scorci di Alassio e dintorni precisa il sindaco compreso un ritratto di Italo Calvino».