Eccezionale ritrovamento a Metaurilia: venti tombe allineate, ma le scoperte non sono finite Fano Una ventina di tombe, ma è probabile che ce ne siano molte di più, è il numero che fino ad oggi è stato messo allo scoperto nella necropoli di Metaurilia, rinvenuta nei giorni scorsi durante i lavori di sterro nei pressi dell'autostrada. Il rinvenimento è eccezionale perché fino ad oggi, nella zona tra il fiume Metauro e Marotta, comprese le prime pendici collinari, sono venute alla luce solo tombe isolate e non si è avuta mai notizia di una necropoli. Si tratta di una ventina di tombe allineate tutte nella stessa direzione, seppur scavate in modo sparso; sono di diversa dimensione e semplicemente coperte da tegole. Lo scavatore, compiendo i lavori di sterro ne ha tagliato alcune, ma appena gli operai si sono accorti di quanto stava venendo alla luce, i lavori si sono subito fermati e sul luogo sono intervenuti gli archeologi della Soprintendenza, che ha provveduto a rimuovere i resti degli inumati e il materiale contenuto all'interno. Al momento della necropoli non si distinguono i limiti, quindi è probabile che sottoterra si nascondano altre sepolture. La scoperta non è tanto importante in sé per sé. Non risulta infatti che le sepolture contenessero oggetti di valore e di tombe simili il nostro Paese conserva un'ampia documentazione; è importante per la nuova pagina che apre in fatto di studi e di indagini archeologiche, dato che è stata fatta in un'area, la cui morfologia in epoca romana è molto incerta. L'unica direzione in cui sono orientate le tombe lascia supporre l'esistenza di una strada e il numero delle stesse non esclude l'esistenza nei pressi di un villaggio rurale, di cui fino ad oggi non si sono avute notizie. In realtà, come ha notato l'archeologa Valeria Purcaro, in una breve nota pubblicata sull'ultimo numero del Quaderno dell'Accademia fanestre, manca ad oggi uno studio sistematico delle necropoli romane presenti nel territorio fanese, nonostante che lo stesso sia interessato da una concentrazione di sepolture in corrispondenza della Flaminia e delle strade che conducevano a Pisaurum e a Sena Gallica. Ora si pensava che la strada che partiva da Fanum Fortunae verso sud, varcato il ponte sul fiume Metauro si inoltrasse sulle colline, nei pressi di San Costanzo e Mondolfo, in un luogo più sicuro, come del resto la Flaminia volgeva a nord, non sulla fascia litoranea, ma sulle colline di Roncosambaccio. L'esistenza di una strada nei pressi della nuova necropoli potrebbe quindi rivoluzionare ciò che si credeva fino ad oggi. Che fine farà ora la necropoli di Metaurilia. Una triste fine l'attende? Triste come la ben più interessante necropoli di via Fanella, cancellata totalmente dalle esigenze costruttive della città. Triste come il sepolcreto trovato nel 1969 in un'area prossima al Seminario Regionale, di cui non rimane più traccia. "E' vero: il panorama delle sepolture fanesi finora conosciute osserva sempre Valeria Purcaro è piuttosto modesto: si tratta principalmente di tombe terragne, il più delle volte ricoperte da semplici tegoloni fittili", ma ciò non dovrebbe autorizzare la totale cancellazione. massimo foghetti, In zona la più antica attestazione funeraria Fano Tra i rinvenimenti archeologici effettuati in zona spicca, quella che si ritiene la più antica attestazione funeraria del territorio: si tratta di una tomba risalente all'epoca tardo-repubblicana, ritrovata a Caminate nel 1953, composta da elementi architettonici ascrivibili a un fregio dorico a metope (scene scolpite con figure) e triglifi (elementi di separazione costituiti da tre scanalature verticali). Quanto rimane di questa sepoltura, certamente importante, dato che riporta l'immagine di un uomo togato, probabilmente esponente della classe dirigente municipale, è custodito nel museo nazionale delle Marche ad Ancona. Importante anche la lastra sepolcrale dedicata a Quintus Aeubutius Chrestus, rinvenuta sempre a Caminate.