Larchistar padre del grattacielo "storto" presenta Futuropolis, mega-installazione di 2.164 pezzi alla vecchia Campionaria Amo tornare a vivere in questa città, ha saputo conservare la memoria e i segni del suo passato Un patrimonio da conservare Ho immaginato un quartiere dove non ci saranno solo abitazioni ma anche cultura e spazi aperti perché la gente si possa incontrare Dice che nella città del futuro «non si dovrà più essere dipendenti dallauto per muoversi, lavorare, incontrarsi». Una città in cui «ogni quartiere diventi il centro, anzi dove ogni individuo diventi centrale» e in cui grande importanza dovranno avere «gli spazi aperti, con il verde e i parchi pensati come le nuove piazze urbane». Perché è pensando alle persone, racconta Daniel Libeskind, che si può immaginare di cambiare aspetto anche alle periferie: «La gente deve poter partecipare, deve essere coinvolta dalle istituzioni. Gli aspetti sociali sono fondamentali». Una città «sostenibile», anche dal punto di vista del risparmio energetico, attenta a ogni dettaglio. Perché nella sua metropoli ideale, larchitetto che ha progettato edifici in tutto il mondo, dal museo ebraico di Berlino fino a Ground Zero a New York, vorrebbe che la gente «tornasse a riscoprire il piacere di vivere. È per questo che sono state costruite e devono essere costruite le città. Non per le macchine, i computer, le auto, ma per le persone reali, con i loro desideri e sogni reali». Senza perdere «la memoria, il proprio passato». È da qui, dai segni del suo passato, che anche Milano, «una città che conserva i segni della tradizione e che si è sempre adattata alle diverse epoche», può puntare per reinventarsi. Stivali texani, giacca di pelle, Libeskind si aggira tra le sculture che ha creato per immaginarla, la sua visione di città. Ed è da qui, da quella che definisce «una moderna utopia», che parte per raccontare come si possa passare dallinstallazione artistica fatta per Citylife ai progetti concreti. E a Milano. «Cè una connessione - dice - tra questa visione utopica e il masterplan che ho disegnato per Citylife, un progetto concreto che può rappresentare un modo reale per costruire la città del 21esimo secolo. Qui cè una visione, unambizione: pensare a un nuovo modo di vivere. Non ci sono solo case, ma anche spazi aperti, un parco realizzato come una piazza moderna, la cultura con il museo di Arte contemporanea, un altro aspetto fondamentale per ogni città». Gli operai sono al lavoro per allestire lenorme installazione in uno dei vecchi padiglioni della Fiera, insieme ai tecnici della luce e del suono perché "Futuropolis" avrà anche un accompagnamento musicale e lilluminazione sarà «fondamentale». Larchitetto si avvicina, tocca il legno con cui sono modellati i diversi quartieri: forme geometriche che disegnano grattacieli, case, strutture. E racconta: «Ci si potrà aggirare e, come nella città del futuro, considerarli come parti separate o come elementi di un unico insieme». Sono più di 2164 pezzi diversi uniti per formare più di 90 torri. «Rappresentano un algoritmo matematico - spiega Libeskind - Dai grattacieli agli edifici più bassi, la base è uguale per tutti. Il risultato sono strutture uniche, qualcosa di simile alla natura. Sono fatti in parte al computer e in parte a mano: unaltra metafora della città, che deve unire moderno e passato, tecnologia e arte». È questo che, per Libeskind, dovrebbero essere larchitettura: «È fatta di numeri e formule, ma deve andare oltre, fare qualcosa di simile agli esseri umani, uno diverso dallaltro». Ma quali sono gli elementi necessari per la Milano del futuro? «Creare relazioni tra chi ci vive», dice Libeskind. E le chiavi per cambiare sono molte: «Bisogna puntare sugli spazi aperti, pensare alla città come a un palcoscenico in cui tutto accade e in cui le persone possano incontrarsi anche in modo creativo». Larchitetto descrive Milano come «la mia città preferita, quella in cui amo tornare e vivere». Unimmagine diversa da quella di una metropoli inquinata e caotica: «Milano è una città darte anche se spesso ce lo dimentichiamo perché pensiamo al traffico, allinquinamento». Ed è proprio legato al modo di muoversi, che individua una delle chiavi per il cambiamento. «Bisogna puntare su una nuova sostenibilità. Nella città di domani si dovrà camminare, magari nel verde. I mezzi pubblici sono fondamentali, perché non dovremo dipendere dallauto». E in questo salto verso il futuro, Expo può essere «una grande occasione. Tutti vogliamo che si trasformi in un successo».
MILANO - Lutopia di Libeskind "Verde e senza motori ecco la mia Milano"
Daniel Libeskind, architetto famoso per i suoi progetti di grattacieli e città, ha presentato la sua visione di Futuropolis, una mega-installazione di 2.164 pezzi alla Campionaria Amo. La città del futuro è pensata per essere sostenibile, con spazi aperti, parchi e cultura. Libeskind vuole che la gente torni a riscoprire il piacere di vivere in una città, non solo per le macchine e le tecnologie, ma per le persone reali. La città è pensata per essere un palcoscenico in cui tutto accade e le persone possano incontrarsi. La sostenibilità è fondamentale, con un'attenzione particolare ai mezzi pubblici e alla riduzione dell'inquinamento.
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