Una lezione che potrebbe favorire la ripartenza del centrosinistra torinese, ancora afflitto per la sconfitta di Bresso Il centrodestra si è presentato come lalleanza di continuità con il passato La vittoria di Roberta Meo è netta. È la prima sconfitta di Roberto Cota dopo conquista della Regione, due settimane fa. Ed è la sconfitta di tutti coloro che, anche dentro il centrosinistra, avevano predicato la linea del dialogo con i consiglieri del cemento. Ieri sera il centrosinistra moncalierese ha festeggiato (e altrettanto farà questa sera) una vittoria che non era per nulla scontata. Non solo perché il clima politico regionale è virato a destra ma anche perché si era arrivati al voto dopo una prova non esaltante della coalizione di centrosinistra, dilaniata da liti interne che avevano finito per far cadere il sindaco, Angelo Ferrero. Il risultato è stato sorprendente anche perché Roberta Meo era, obiettivamente, un azzardo: in una città in cui per anni la politica è stata dominata dai signori del buono benzina e dellappalto, scafati padroni del voto, lanciare sulla scena una giovane imprenditrice totalmente digiuna di politica poteva parere un salto nel buio. Meo è invece riuscita a convincere proprio per la sua estraneità al mondo che ha governato la città negli ultimi decenni. Paradossalmente il centrodestra, che aveva cavalcato alle regionali londa del rinnovamento con Cota, ha perso a Moncalieri perché ha fatto lopposto: ha imbarcato i transfughi di lungo corso del vecchio centrosinistra presentandosi, di fatto, come la coalizione della continuità con il passato recente. Passato fatto di grandi centri commerciali, cave di ghiaia e varianti urbanistiche. La vittoria di Moncalieri potrebbe rivitalizzare il centrosinistra torinese ancora sotto shock per la sconfitta di Mercedes Bresso. O, al contrario, potrebbe spingere i vertici della coalizione a immaginare che le elezioni del sindaco di Torino, il prossimo anno, siano una passeggiata. Lallegra armata Brancaleone di «soi disant» candidati sindaci che si affaccia dalle cronache in questi giorni segnala che il pericolo sottovalutazione è incombente. Diceva ieri un autorevole esponente della sinistra cittadina che «la discussione sulle candidature è stata una pessima ripartenza dopo la sconfitta regionale». Roberta Meo ha saputo vincere a Moncalieri perché ha lasciato intravedere un progetto e ha accettato di allearsi con chi era daccordo rifiutando il sostegno di chi avrebbe lavorato contro. Facendo capire che non sarebbe più successo di vedere un sindaco che si fa dettare la linea dai signori del voto. Sarà possibile fare altrettanto a Torino tra dodici mesi?