Si sta creando un coordinamento tra enti, associazioni, privati e personalità del mondo della cultura L'ing. Sandri ha restaurato un tratto pisano e ora potrebbe intervenire in via dei Condotti PIERLUIGI ARA SAN GIULIANO. Tutti al capezzale dell'acquedotto mediceo gravemente malato. Una vera e propria mobilitazione che coinvolge anche le istituzioni le quali stanno prendendo più che mai coscienza dell'importanza di salvare il monumento. Enti, associazioni, privati cittadini e personalità del mondo della cultura si preoccupano e si occupano di questa originale opera realizzata alla fine del 1500 per portare l'acqua dal monte Pisano alla città. Molto attivo il comitato popolare che ha contribuito ultimamente a sensibilizzare chi di dovere proponendo e spingendo proprio per una soluzione. D'altra parte non c'è più tempo da perdere perché il degrado avanza a grandi passi come dimostrano le crepe, i cedimenti, la caduta di una parte della struttura. Numerose persone percorrono a piedi il tratto della condotta che porta dal Bottino di San Rocco, nella valle delle fonti ad Asciano, e dipanandosi per sei km arriva alle mura della vecchia Repubblica Marinara. Gli appassionati di cose del passato hanno ricostruito le tappe significative dell'acquedotto che caratterizza questo lembo di territorio ricco di fascino per le bellezze paesaggistiche. Il professor Riccardo Benedettini, coordinatore della specializzazione edilizia dell'istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci di Pisa, nell'ambito dell'iniziativa "la scuola adotta un monumento", di intesa con il Comune di Pisa e la soprintendenza ai monumenti, aveva proceduto al restauro di una porzione dell'acquedotto, quello del tratto di via Battelli a Pisa. Nelle settimane scorse il comitato "Salviamo l'acquedotto mediceo" ha incontrato presso l'istituto tecnico e industriale i docenti della sezione edilizia, il professor Benedettini e l'architetta Lia Parenti. L'iniziativa è servita per gettare le basi per una collaborazione proprio per raggiungere l'obiettivo di salvare l'acquedotto dalla distruzione. Si è registrato un intervento dei consiglieri comunali Giuseppe Tizzanini e Riccardo Maini, del gruppo misto, i quali hanno ricordato che sei anni fa due archi dell'acquedotto, all'incrocio tra via dei Condotti e via Puccini, erano stati ingabbiati con tubi metallici per sostenere la parte pericolante a causa del danneggiamento da parte di un automezzo pesante. C'è stata tra l'altro l'assicurazione che ha riconosciuto il danno. E poi in rapida sequenza sono intervenuti il vice sindaco Juri Sbrana e il sindaco Paolo Panattoni il quale dice e ripete: «Bisogna trovare unità d'intenti per valorizzare l'acquedotto e, con esso, la sua e la nostra storia».