Finora non è stata protetta da trasformazioni o vendite: ci prova ora la Sovrintendenza ILARIA BONUCCELLI LUCCA. La casa natale di Giacomo Puccini non è vincolata. Non ancora, per lo meno. Solo da pochi giorni la Sovrintendenza alle Belle arti ha avviato la procedura per tutelare l'appartamento di corte San Lorenzo come edificio storico, di interesse nazionale, per metterlo al riparo da eventuali tentazioni della proprietà di venderlo o di trasformarlo in qualcosa di diverso da una dimora-museo. Ma non è scontato che la procedura vada a buon fine, visto che la proprietaria - la nipote del compositore, Simonetta Puccini - può sempre opporsi o chiedere modifiche al procedimento. Di sicuro l'operazione non sarà né breve né indolore, viste le difficoltà sorte negli ultimi anni tra Fondazione Puccini, Comune e proprietaria dell'immobile anche solo per arrivare alla riapertura del museo, chiuso da almeno quattro anni. Basta pensare che in questi anni proprio Simonetta Puccini ha ventilato la possibilità di vendere la casa del nonno a un americano (o comunque a uno straniero) interessato all'ex museo. Non solo. Senza vincolo specifico, la casa natale del compositore più rappresentato e amato nel mondo potrebbe essere modificata: qualunque intervento (come l'abbattimento di una parete) sarebbe ammesso purché compatibile con quanto previsto nel regolamento urbanistico del Comune. La Sovrintendenza alle Belle arti, però, assicura di aver messo in moto una procedura che, almeno fino alla conclusione, eviterà ipotesi di questo tipo. L'avvio del procedimento di vincolo, infatti, fa scattare automaticamente la salvaguardia del bene. A chiusura dell'istruttoria, poi, il bene può essere dichiarato monumento nazionale (con un decreto specifico) e quindi diventare intoccabile; oppure può essere riconosciuto bene non di interesse nazionale e tornare nella piena disponibilità della proprietà. Secondo le Belle arti, comunque, questa ipotesi non dovrebbe valere per la casa natale di Puccini, rimasta, comunque, per anni senza alcuna "protezione". Una spiegazione a questo, però, esiste. La Sovrintendenza, infatti, sottolinea che fino a quando la casa di corte San Lorenzo era della Fondazione Puccini «esisteva già un sistema di tutela che ne garantiva la conservazione», visto che la proprietà era pubblica e che la destinazione era a museo. La situazione è cambiata quando il tribunale di Lucca ha riconosciuto Simonetta Puccini quale legittima erede del compositore, assegnandole anche la casa natale del nonno. «Nel momento in cui l'appartamento è stato assegnato da un magistrato alla nipote del Maestro - evidenziano le Belle arti - noi avremmo dovuto ricevere una formale comunicazione sul cambio di proprietà, tanto più che l'immobile è andato a un privato. Invece questo non è successo». Ora, però, c'è il tentativo di recuperare il tempo perduto perché l'ufficio vincoli della Sovrintendenza ha avviato il procedimento al quale la proprietà potrà partecipare opponendosi o chiedendo modifiche alla proposta di vincolo e questo potrebbe anche determinare l'interruzione della decorrenza dei termini di legge entro i quali concludere l'iter. MARTEDÌ, 13 APRILE 2010 Pagina 1 - Lucca SENZA DECRETO SENZA DECRETO Né esproprio né lavori imposti Senza vincolo monumentale non c'è nulla che il Comune o la Sovrintendenza possa fare per difendere la casa natale di Giacomo Puccini. Tanto meno, può essere esercitato il potere di surroga: non possono, insomma, essere effettuati dallo Stato i lavori di messa a norma con addebito delle spese al proprietario inadempiente. Impossibile, inoltre, anche avviare un procedimento di esproprio dell'immobile per pubblico interesse, visto che l'importanza della casa deve essere stabilito con decreto (ancora inesistente) del ministero dei Beni culturali.