Strutture indispensabili per eventi di grande livello Baccelli: «Il Comune non ritiene ci siano le condizioni tecniche per il complesso» IL.BO. LUCCA. Prima le strutture, poi i contenuti. Stefano Baccelli, presidente della Provincia, è chiaro sulle linee di sviluppo del turismo, business da oltre 1,3 miliardi di euro in Lucchesia: puntare sui soggiorni medio-lunghi (con maggiori presenze) e, per Lucca, su una scelta di identità definita. Lucca città della Musica, Lucca città dell'Immagine e Lucca città d'arte: solo così si possono realizzare i contenitori necessari, a cominciare da quell'auditorium che Baccelli aveva proposto all'interno della Manifattura Tabacchi o della Cavallerizza e che, invece, il Comune ha bocciato, per difficoltà tecniche a realizzare il progetto. Così nel Piuss, il piano di recupero sostenibile del centro storico - con un investimento di 50 milioni di euro - l'auditorium non ci sarà. Nonostante tutti i grandi musicisti internazionali che hanno scelto Lucca come città di adozione lo considerino la condizione essenziale per trasformare Lucca nella città della musica, al pari di Salisburgo o Parma. In attesa, di sviluppi e di una riflessione più attenta sul recupero degli spazi nei quali creare cultura, arte e turismo, Baccelli invita pubblico e privati a mettere in atto subito operazioni che non costano nulla e migliorerebbero i servizi al turismo: in primo luogo il biglietto unico per i musei. E l'apertura di negozi e pubblici esercizi nei giorni di festa. Presidente Baccelli, che cosa deve fare il territorio per potenziare il turismo? «Intanto potenziare tutto il distretto produttivo provinciale, dal manifatturiero, con uno sviluppo sostenibile, al lapideo, alla cantieristica e al cartario. Proprio grazie alla ricchezza prodotta sul territorio nei vari settori, aumenta il valore aggiunto legato al turismo che non ha bisogno di andare fuori provincia ad acquistare beni e servizi necessari a soddisfare la domanda dei visitatori». Ma questo basta? «C'è necessità di puntare sulla formazione in loco di professionalità del turismo e della cultura, come si è fatto, ad esempio, negli ultimi 40 anni per i Comics». Bisogna, però, creare anche contenitori e contenuti adatti al nuovo turismo che guarda sempre di più alla cultura e all'arte. «In questo senso già ci si è mossi. Prendendo atto della crescente vocazione turistica e culturale di Lucca, è iniziato un processo di adeguamento delle strutture alle nuove esigenze. La nascita dei contenitori è legato alla trasformazione di spazi ed edifici esistenti. Questo processo è affidato al Piuss, al piano di recupero funzionale del centro storico, finanziato con 50 milioni (di cui oltre 30 della Comunità europea, erogati tramite Regione, ndr)». Ma in questi progetti manca l'auditorium. Perché? «La Provincia aveva proposto che venisse realizzato un auditorium in grado di ospitare la grande musica, dalla lirica alla sinfonica, utilizzabile anche in maniera modulare a scopi congressuali. Così avremmo creato una struttura in funzione tutto l'anno, con costi di gestione sostenibili. Il Comune ha sostenuto che né alla Manifattura né alla Cavallerizza (scelta come sede della nuova accoglienza turistica) ci fossero le condizioni tecniche per realizzarlo e quindi non inserito il progetto nel Piuss». Non vi siete arresi un po' presto? «Credo che prima ancora di stabilire i contenitori da realizzare, i Comuni debbano valutare quale tipo di turismo vogliono. Nel caso di Lucca si deve sciogliere il nodo se si voglia una città della Musica, una città dell'Immagine o che altro. A quel punto si definiscono strutture e contenuti. Si deve scegliere, insomma, se il turista che arriva in città abbia solo opportunità sporadiche di ascolto della musica o se, invece, possa trovare punti di riferimento diversi». Di che tipo? «Ad esempio un mese della musica o un festival musicale da realizzare unendo le forze delle varie associazioni presenti sul territorio. È evidente che una politica comprensoriale non possa prescindere dalle sinergie». Ma le sinergie non sono riuscite neppure a creare il biglietto unico per l'ingresso ai musei. «In effetti, tutti si dicono d'accordo ma nessuno si muove in concreto. Sarebbe ora che Sovrintendenza, Comune di Lucca, Curia si trovassero e deliberassero l'ingresso unico». La Provincia non potrebbe essere promotore di questo tavolo o dell'avvio di un ragionamento a più voci? «Credo che più di un incontro con tutti serva un lavoro quotidiano sul campo che in parte può essere svolto dalle Apt. Solleciterò il direttore dell'azienda di Lucca a convocare tutti gli interessati al biglietto unico. Al tempo stesso, però, per fare sistema è fondamentale che si muovano anche i privati. Finora si è parlato di quello che non fa il pubblico, ma bisogna anche vedere quello che non fa il privato. Ad esempio, tenere aperti i negozi nei giorni di festa o nei ponti quando la città è invasa dai turisti. Questa mentalità è da rivedere. Anche se qualche eccezione c'è. In questi giorni, il responsabile del Lu.cca., il museo d'arte contemporanea privato aperto in città, mi ha presentato una bozza con il programma del prossimo biennio: questo aiuta molto con la programmazione e la promozione». Una programmazione che può essere affidata alla cabina di regia? «Alla cabina bisogna dare gambe, come hanno sottolineato anche di recente le Fondazioni bancarie. In queste settimane con l'inaugurazione del sito e calendario unico degli eventi (on line) abbiamo mosso passi in avanti. Ma non si debbono nutrire nella cabina aspettative superiori alle sue reali possibilità: il funzionamento, infatti, dipende dall'impegno dei singoli enti e categorie».
LUCCA - Un auditorium per la città
Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, ha espresso la sua opinione sullo sviluppo del turismo nella città. Secondo Baccelli, il turismo deve essere basato sui contenitori e sui contenuti, e non solo sulle strutture. Ha anche criticato il Comune di Lucca per non aver inserito il progetto di un auditorium nella pianificazione del centro storico. Baccelli ha invitato il pubblico e i privati a mettere in atto operazioni che migliorino i servizi al turismo, come l'apertura di negozi e pubblici esercizi nei giorni di festa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo