la polemica «Voltiamo pagina» contro i progetti di trasformazione di Villa Bosisio e Villa dei Pini MOLTENO Un'«amministrazione all'arma bianca»: è pesante il giudizio di «Voltiamo pagina» sui piani integrati che la giunta Proserpio sottoporrà a breve al consiglio comunale. Come già riferito, in approvazione arriveranno presto progetti di trasformazione di «Villa Bosisio» e «Villa dei Pini», entrambe situate nel pieno centro storico, per le quali l'amministrazione intende ammettere abbattimento, ricostruzione, maggiori volumi ? in via Roma, a fini abitativi oltre che commerciali ? globalmente in cambio di parcheggi, una nuova veste per l'area contigua alla piazza e ampliamento dell'asilo. L'«urbanistica negoziata», che è prevista dalla legge ed è la filosofia sottesa ai due interventi, sarà applicata a Molteno mediante concessione ai privati di maggiori cubature rispetto a quelle non solo previste dallo strumento urbanistico, ma già ampliate dal cosiddetto «piano casa» di recente approvazione. Moneta di scambio saranno appunto aree e opere pubbliche. Attacca dall'opposizione il gruppo di Bruno Amati: «Col 52 della superficie comunale già coperta da edifici, Molteno guida da tempo la classifica del cemento nel Lecchese». «Con una superficie di poco superiore a 3,1 chilometri quadrati (1,6 dei quali urbanizzato), la densità è di 1.044 abitanti per chilometro e non sono neanche dati totalmente aggiornati, anzi». «L'amministrazione Proserpio, che si è sempre detta paladina dell'ambiente e ispirata a nuove filosofie di governo, entra dunque a gamba tesa in una situazione già gravemente compromessa aggiungendovi del suo». Molte le ragioni della contrarietà di Amati: «Lascia esterrefatti che l'amministrazione intenda consentire l'abbattimento di proprietà come Villa Bosisio su cui siamo abbastanza certi che sia inoltre vigente un vincolo secondo cui la trasformazione è impossibile». «Le norme tecniche del Comune di Molteno stabiliscono peraltro un incremento non superiore al 15 della cubatura esistente e il mantenimento della struttura architettonica». Incalza, il consigliere: «Tanto nuovo cemento, un patrimonio storico stravolto e una sessantina di nuovi appartamenti concentrati in quel fazzoletto che è il nostro centro storico, a fronte di contropartite esigue: pochissimi parcheggi possono essere ricavati, pur con tutta l'abilità, in via Roma; un ampliamento della scuola materna che comporti l'aggiunta di una sola sezione è già oggi insufficiente a rispondere alla popolazione di Molteno, immaginiamoci all'arrivo di altre famiglie, proprio a seguito del boom edilizio al quale la giunta Proserpio intende acconsentire». «Non bastasse ? rincara Amati ? il filo conduttore sembra essere sempre lo stesso progettista dietro tutti i piani e, in almeno un caso, anche alla proprietà». Per Amati, nemmeno altri progetti sarebbero immuni da criticità: «Approfondendo lo sviluppo dell'hotel presso l'arredomarket, di cui s'è parlato di recente ? prosegue ? abbiamo riscontrato che anche su quell'area vige un vincolo, secondo cui potrebbero sorgere lì solo strutture di tipo sociale o assistenziale». «Ci sembra evidente ? conclude - lo spregio delle regole che è un tratto caratteristico di tutte queste iniziative private, assentite dal Comune: le norme urbanistiche dovranno essere tutte modificate o travolte». «Un'insaziabile fame di soldi è l'unica spiegazione per una simile deregulation in un territorio, ribadiamo, già tanto compromesso». Una questione, quella legata all'urbanistica, che terrà sicuramente banco non solo nelle prossime settimane in paese, e nelle prossime sedute del consiglio comunale, visto lo scontro politico su un tema a dir poco caldo per la comunità locale. Patrizia Zucchi