Le dilaganti inchieste sulle opere ed eventi della Protezione civile e sulla corruzione ripropongono il tema delle attuali regole che governano il settore degli appalti e l'applicazione poi concreta che ne deriva. Dal nord al sud, opere grandi e piccole, varianti urbanistiche e concessioni, piscine e forniture nella sanità, servizi di catering, consulenze, progetti, collaudi ed arbitrati: ogni intervento, secondo quanto è emerso, si presta a manipolazioni e pressioni indebite. Sono almeno quattro i fattori essenziali da affrontare per contrastare il fenomeno: un sistema di regole attualmente non capace di controllare a monte in modo efficace le procedure; la totale perdita di etica e senso dello Stato da parte di numerosi funzionari pubblici; la disattenzione dell'opinione pubblica e dell'informazione in nome del "fare presto"; il rapporto deformato e sovrapposto tra imprenditori e politica, con il reciproco sostegno economico ed elettorale. (...) Con il ritorno del terzo governo Berlusconi, i grandi eventi e le ordinanze della Protezione civile sono diventate la regola, si è cancellata la riforma delle concessionarie autostradali, che tornano a realizzare il 60 dei lavori direttamente con le proprie imprese, si sono restituiti ai vecchi consorzi 15 miliardi di lavori a trattativa privata per l'alta velocità ferroviaria (Milano-Genova, Milano-Verona-Padova). Si è riproposto il piano carceri da realizzare in fretta con grandi deroghe in materia di appalti ed affidamenti, si è consentito alle opere pubbliche dell'Expo 2015 di Milano (con delibera del gennaio 2010) di derogare dal codice degli appalti sulle varianti, sui collaudi, sul subappalto, sulla direzione lavori e le procedure autorizzative. (...) Sono stati ripristinati anche i commissari per le grandi opere, con l'unico scopo di attribuire poteri speciali ed alleggerire le procedure già straordinarie come quelle della legge obiettivo: basti pensare a Pietro Ciucci, uno e trino, che è Presidente di Anas, Amministratore Delegato della Società Stretto di Messina (di cui Anas è socia all'82) e commissario straordinario per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Con questo quadro di regole in cui la deroga è tornata la regola, inutile stupirsi dei risultati che le inchieste della magistratura hanno scoperchiato ed il sistema di informazione amplificato. Anche la Corte dei Conti nella sua relazione annuale ha sottolineato come i casi di corruzione e concussione nel 2009 siano triplicati rispetto al 2008, mentre sono stati ridimensionati con norma i poteri della stessa Corte di Conti di intervento. (...) C'è un sistema politico ed imprenditoriale deformato, che cerca di evitare ad ogni passo l'affidamento mediante gara ma, anche quando si procede con gara di evidenza pubblica, il sistema di regole non è sufficientemente efficace. Semplificare il numero delle stazioni appaltanti, rafforzare l'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici anche sul piano delle risorse e dei poteri, eliminare gli eventi e l'estensione dei poteri legati alle ordinanze della Protezione civile, sono misure essenziali per superare questa debolezza strutturale del sistema di regole. Ma per accorciare i tempi servirebbe anche selezionare pochi e finanziati cantieri utili (e non la solita e sterminata lista delle grandi opere) ed elaborare progetti di qualità, per ridurre varianti, contenziosi ed impatti ambientali. Questi sono gli strumenti necessari per "fare presto" le opere e non le scorciatoie che deformano il sistema, premiando i meno innovativi ed i più permeabili alla corruzione e che, inoltre, non riducono affatto i tempi come si vuol far credere. La versione integrale dell'articolo di Anna Donati, esperta di politica dei trasporti, infrastrutture ed appalti, è sul sito www.sbilanciamoci.info