Nell'androne del monoblocco saranno esposti alcuni reperti ritrovati dalla Sovrintendenza nella zona Adria antica rivive anche grazie all'azienda sociosanitaria. Una volta adeguatamente restaurati a cura dell'Ulss 19, alcuni reperti del grande magazzino-archivio del Museo archeologico nazionale saranno visibili all'interno dell'ospedaliera. Sembra essere stato raggiunto l'accordo tra i vertici delle due realtà per un ulteriore rilancio della città e delle sue eccellenze. Su imput del direttore generale dell'Ulss, Giuseppe Dal Ben, all'interno del piano di rivisitazione e restyling del monoblocco, sarà creato nell'androne d'ingresso un vero e proprio museo in miniatura, con l'allestimento di alcune vetrine contenenti reperti di varia epoca, frutto dei ritrovamenti degli scavi effettuati dalla Sovrintendenza in area ospedaliera nel corso dei decenni. Il progetto del "piccolo museo" al monoblocco si lega anche al possibile recupero dell'abside della chiesetta di "Santa Maria regina degli angeli" e dei tre chiostri dell'ex convento dei Frati Riformati, frutto di una complessa operazione di rivisitazione in chiave storica del nosocomio. «La riorganizzazione complessiva delle stutture edilizie - ha detto Dal Ben - prevede la concentrazione di tutte le attività sanitarie in una sorta di cittadella raccolta al nucleo centrale del vecchio ospedale, cui sarà ridata l'identità storica». Sempre in quest'ottica va anche l'altro progetto relativo all'attività a sfondo didattico-archeologico a supporto della pediatria.