E tra le tombe dei grandi Papi anche i sepolcri di due regine La straordinaria collezione di arredi sacri e opere darte argenti e orificeria. Tra le curiosità anche la Chiave della tomba dellapostolo e i tumuli di Carlotta e Cristina di Svezia La seconda visita della basilica di San Pietro ha come prima meta la Sagrestia (opera di Carlo Marchionni), che è nella navata sinistra, sotto il monumento di Pio VIII. Dobbiamo esserci forniti di un permesso speciale per visitarla e in questo caso ammireremo 8 colonne di bigio antico provenienti dalla Villa Adriana e un mosaico della Deposzione di Gesù dalloriginale di Caravaggio. Di qui si passa nella Sagrestia dei Canonici, con una Madonna col Bambino e il Battista di Giulio Romano e le Storie di San Pietro di Antonio Cavallucci per passare nella sala capitolare con le figure di diversi santi di Andrea Sacchi per passare, dopo un corridoio, al Tesoro di San Pietro eretto a museo. Che è permesso visitare senza problemi. Il tesoro esiste fin dallistituzione del luogo sacro intorno alla tomba dellapostolo, frutto di omaggi e doni preziosi di sovrani e dellarredo voluto dai papi. Tanto da costituire una collezione di arredi sacri e opere darte, nonché di ori e argenti, calcolabili, secondo larcheologo Rodolfo Lanciani, ai primi del Novecento, rispettivamente a 3.000 e 30.000 chili, e oggi raddoppiata. Una collezione che peraltro si era impoverita con i saccheggi, da quelli dei Saraceni nell846 alle sottrazioni di Napoleone e dei repubblicani del 1849. Il primo impatto è con la Colonna Santa, sulla quale si sarebbe appoggiato Gesù nel tempio di Salomone a Gerusalemme e alla quale, nel Medioevo, erano legati gli ossessi mentre venivano esorcizzati. In realtà è una delle colonne tortili vitinee del IV secolo che erano di sostegno alla pergula della basilica costantiniana, ma ha mantenuto il suo valore religioso, ed è impensabile quanto varrebbe nel mercato delle reliquie, che è pur sempre attivo oggi, anche se non nella basilica. Una curiosità è costituita dalla Chiave della tomba di San Pietro rinvenuta nel 1901, altra reliquia di valore inestimabile. Ma procedendo nelle sale si resta abbagliati dalla preziosità degli oggetti come autentici gioielli al di là del loro valore religioso, storico e artistico. Così il grande Sarcofago di Giunio Basso, il più prezioso reperto archeologico degli scavi vaticani; i frammenti di Dittici bizantini in avorio datati dal secolo XI al XIV; il Tabernacolo di Donatello del 1433, con un bassorilievo raffigurante la Deposizione, e il Sepolcro di Sisto IV del Pollaiolo del 1493 in bronzo istoriato, capolavori di oreficeria. E ancora, la cosiddetta Dalmatica di Carlo Magno che limperatore avrebbe usato per lincoronazione nel Natale dell800, mentre è in realtà un sàccos patriarcale bizantino del 300, perdendo quindi in parte il valore storico, ma con splendidi ricami. Così svanisce la finalità religiosa nei numerosi reliquiari che sono autentici capolavori di oreficeria: la Stauroteca bizantina del VI secolo con smalti e perle, i Reliquiari di San Biagio, del '300 e di San Sebastiano del '400, lAnello piscatorio di Sisto IV con un cristallo di rocca di dimensioni eccezionali. E ancora, la Crux Vaticana del VI secolo; la Croce donata dallimperatore Giustino II alla città di Roma, decorata con pietre preziose; una Croce con lapislazzuli e cristalli di rocca di Antonio Gentilini del 1582 e unaltra Croce settecentesca. Le Sacre Grotte (dove lingresso è libero) e la Necropoli (la cui visita va prenotata per tempo per e-mail: scavifsp. va o via fax 39 06 69873017, costo 10 euro) sono sotto la basilica e vi si accede da una scaletta alla base del pilastro di San Longino. Le Grotte sono una sorta di chiesa sotterranea. Il primo ambiente, sistemato appena iniziò la nuova fabbrica, è quello delle "Grotte Nuove", a semicerchio intorno alla Cappella di San Pietro eretta sul sepolcro da Clemente VIII sulla cripta originaria di Gregorio Magno, sovrapponendo laltare ai precedenti, con lambulacro allinterno e le tre basse navate. Da una vetrata ad arco appare la base della Confessione, con la Nicchia dei Pallii, contenente appunto le stole dei neovescovi metropoliti, e illuminata nella parete di fondo da un mosaico del IX secolo col Salvatore. Così si propone alla venerazione dei fedeli il Sepulcrum Sancti Petri Apostoli, come recita il cartiglio marmoreo con due angeli gotici ai lati. Gli fanno corona, a raggiera, nove cappelle, quattro delle quali ricavate nei piloni corrispondenti ai pilastri della cupola e dedicate ai santi Longino, Elena, Veronica e Andrea. Si passa poi alle "Grotte Vecchie" sotto la navata centrale della basilica con diramazioni nella Necropoli Vaticana. Qui continua il grande museo funerario con tombe di pontefici e cardinali, nonchè di grandi personaggi laici, per cui non a torto definito un compendio di storia europea. A parte i sepolcri dei papi, da Gregorio V (996-999) a Adriano IV (1154-59) e Bonifacio VIII (1294-1303) e da Innocenzo VII (1404-06) ai contemporanei Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, si impongono allattenzione quelle dellimperatore Ottone II (955-83), delle regine Carlotta di Lusignano (1442-87) e Cristina di Svezia (1626-89) e degli ultimi Stuart, a testimonianza del coinvolgimento del papato nelle vicende temporali. Al di sotto delle Grotte Vaticane ecco la Necropoli, enorme sepolcreto utilizzato tra il I e il IV secolo d. C. da pagani e cristiani. Si procede lungo un sentiero costeggiato da sarcofagi con decorazione musiva in gran parte intatta, che rappresenta Cristo-Helios, il Buon Pastore e il Pescatore, allusivo a San Pietro. In corrispondenza del luogo sul quale sorge, nella basilica, laltare della Confessione, si apre un ambiente che gli archeologi hanno indicato come Campo P, limitato da un fondale di «muro rosso». Addossato a questo sorge un semplice monumento, due nicchie sovrapposte e una lastra di marmo: è unedicola funeraria del II secolo e abbellita nel III. E stata posta qui come segnalazione della originaria Tomba di San Pietro. Sulla destra, infatti, si distingue uniscrizione greca: "Petr (os) eni" cioè «Pietro è qui». Tutto è frutto degli scavi effettuati tra il 1939 e il 1950, e ripresi nel 1953, da Margherita Guarducci; scavando si trovarono una serie di altari costruiti in successione sulla «memoria», ovvero sulla valanga di detriti e terra che verso il 320 limperatore Costantino determinò facendo scavare nel muro un loculo. Questo, ricoperto poi da una lastra di marmo, ospitò le ossa dellapostolo, seppellite fino ad allora nella terra; una volta tolta la lastra di marmo, la tomba risultò vuota. Ma nel 1962 furono rinvenute ossa con frammenti di tessuto, terra e pezzetti dintonaco rosso, il tutto in una scatola da scarpe ritrovata in un magazzino. I primi archeologi avevano trascurato quei reperti, su quelli invece la Guarducci pose la massima attenzione. Erano ossa di un uomo robusto, tra i sessanta e i settantanni, avvolto in un drappo di porpora; lintonaco era del «muro rosso» e la terra quella delledicola. La Guarducci ne dedusse che erano i resti di Pietro, tolti dalledicola e collocati nel ripostiglio per preservarli dalle infiltrazioni dacqua; Paolo VI avallò la tesi ma non tutti furono convinti sullidentità di quelle ossa. E rimasta comunque la realtà sepolcrale di questo luogo, sul quale una larga convergenza dindizi, se non di prove, ha finito per confermare la tradizione che effettivamente «Pietro è (sepolto) qui».
la Repubblica
11 Aprile 2010
✓ Entità verificate
Le gemme del tesoro di San Pietro luce nel sentiero dei sarcofagi
CL
Claudio Rendina
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 9 Mar 2003
Quell'antica Colonna per Marc'Aurelio
la Repubblica · 29 Ago 2004
Villa Giulia, da magazzino a museo storia di decadenza e di splendori
la Repubblica · 2 Gen 2005
I segreti delle Grotte del Vaticano
la Repubblica · 21 Ago 2005
I Mitrei sepolti sotto le chiese templi di un dio minore sconfitto
la Repubblica · 25 Giu 2006
Quel tesoro a San Pietro 33 mila chili d'ori e argenti
la Repubblica · 25 Set 2006
Roma - Tor di Nona e le sue demolizioni dalle prigioni al mito del teatro
la Repubblica · 23 Ott 2006
Quei resti del Porto di Ripa Grande
la Repubblica · 22 Gen 2007
Torlonia. Quel Casino dentro una vigna trasformato in città giardino
la Repubblica · 28 Gen 2007
La sfilata delle tre Lungare, Corso del vecchio Trastevere
la Repubblica · 11 Feb 2007
Quattro Fontane per tre obelischi ecco i fiumi di marmo di Sisto V
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
Corriere della Sera · 3 Ott 2008
ROMA - E VIA NAZIONALE PERDE I SAMPIETRINI
Il Tirreno · 11 Apr 2008
TOSCANA - Leonardo vola a New York I disegni saranno esposti alla Frick Collection
Caserta News · 11 Apr 2008
CASERTA - Nuova Soprintendenza Archeologica: "Crescita o dismisione"
la Repubblica · 12 Apr 2008
TORINO - Venaria, il consorzio battezzato a roma
la Repubblica · 12 Apr 2008
TORINO - Interviene il ministero le cattedrali si salveranno Il primo progetto in Italia, la Regione non aveva più soldi per il recupero
la Repubblica · 12 Apr 2008
NAPOLI - Gli "Incontri della domenica" della Soprintendenza
Italia Sera · 11 Apr 2008
LAZIO - Valle Galeria è a rischioGrido d'allarme del presidente del WWF Lazio Raniero Maggini
la Repubblica · 12 Apr 2008
Veio, un mosaico sotto la discarica Coperta da cumuli di detriti e rifiuti una stazione di posta romana
Il Messaggero · 11 Apr 2008
ROMA - altra piccola ferita si è aperta ieri mattina lungo le Mura Aureliane
Corriere della Sera · 12 Apr 2008
Italia ingrata. Gli artisti accusano
La Stampa · 12 Apr 2008
"Gli architetti di sinistra hanno mangiato le città"
Il Mattino · 12 Apr 2008
CAMPANIA - Castellammare capitale del restauro: il ministero dà l'ok alla Scuola di alta formazione
la Repubblica · 13 Apr 2008
ROMA - Ponte SantAngelo, lucchetti e degrado
L'Arena · 12 Apr 2008
VERONA - VENDITE. Scontro su Palazzo Forti
Il Gazzettino · 13 Apr 2008
BELLUNO Con i reperti museali dell'età romana si scopre l'organizzazione municipale
la Repubblica · 14 Apr 2008
I ghiacci si sciolgono, affiorano gli antenati
la Repubblica · 14 Apr 2008
Scoperto in Svezia, vive dallultima glaciazione Lalbero dei record ha ottomila anni è il più antico del mondo
La Stampa · 13 Apr 2008
PIEMONTE - Torino Fuori Controllo
Il Messaggero · 13 Apr 2008
ROMA - Teatro di Marcello: caccia al souvenir tra rifiuti e telecamere "fantasma"