Sit-in degli abitanti: "No ai parcheggi interrati" Dopo lo sgombero dei campi rom Casilino 700 e 900 larea verde è stata dimenticata LAURA SERLONI "Incartato" il parco di Centocelle. Con striscioni e slogan, ieri mattina, i residenti hanno simbolicamente recintato larea verde. Una protesta per chiedere la realizzazione del parco archeologico che si estende per 120 ettari e ha unimportante valenza ambientale, culturale e storica. «Siamo in una foresta di cemento, chiusi tra i palazzoni che rappresentano lo scempio degli anni '60 - commenta Aldo Pirone, della comunità territoriale del municipio X - Il parco è lunico sfogo che abbiamo. In questa periferia abbandonata, cè rimasto solo questo». Da "Ridateci il nostro parco" a "Quando vedremo le ville romane?" fino a "No parcheggi pubblici? No pup": molti gli slogan che hanno animato la mattinata di ieri. «Il parco è in progetto dal 1993. Il consiglio comunale ne ha adottato il piano particolareggiato con le controdeduzioni il 31 gennaio 2005. La regione Lazio lo ha approvato il 20 ottobre 2006. Dopo 17 anni i cittadini hanno diritto di vederlo realizzato», continua Pirone. I primi 33 ettari sono stati aperti al pubblico dallex sindaco Walter Veltroni, poi il progetto si è arenato. Ora decine di comitati hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera ai quattro presidenti di municipio che hanno competenza per larea verde di Centocelle per chiedere un incontro. «Il parco rappresenta la grande occasione di riequilibrio ecologico e di riqualificazione urbana per i quartieri densamente edificati che lo circondano - scrivono le associazioni - Dopo la delocalizzazione dei campi nomadi di Casilino 900 e 700 occorre procedere speditamente nel liberare la zona anche dagli autodemolitori. O si va avanti celermente o si rischia il ritorno al degrado e alle baraccopoli». Il timore degli abitanti è che dopo gli sgomberi, nulla sarà più fatto. «Ci avevo promesso la riqualificazione - sottolinea Giovanni Sberra, del comitato Centocelle storica - ma dopo oltre un mese, nellarea dellex campo nomadi Casilino 900 ci sono ancora tonnellate di rifiuti». La zona prima occupata dai rom è diventata una discarica a cielo aperto, sul terreno ci sono materiali delle baracche, sacchetti dellimmondizia, resti di suppellettili, carcasse di motocicli, copertoni, bombole di gas. Alcuni sono stati sotterrati con terra di riporto, altri abbandonati e coperti con dei teli. Il consigliere comunale del Pd, Athos De Luca e il comitato Centocelle, dopo un sopralluogo, hanno presentato una denuncia e richiesto unaudizione in commissione Ambiente. «Larea è aperta al pubblico e la presenza di questa discarica non può essere più mantenuta. I rifiuti vanno rimossi immediatamente altrimenti sarà necessario chiudere il parco. Non si comprendono, anche tenendo conto della fretta di sgombrare il campo nomadi prima delle elezioni, le ragioni di questo comportamento dellamministrazione, che espone a rischio i frequentatori dellarea verde», commenta De Luca. Il consigliere del Pd ha anche presentato uninterrogazione urgente al sindaco Gianni Alemanno e allassessore allAmbiente Fabio De Lillo per sapere a che punto è il progetto di riqualificazione e le ragioni per cui sono stati eliminati 4 milioni di euro stanziati con i fondi di Roma Capitale destinati alla realizzazione del parco. «Al prossimo bilancio presenteremo un emendamento per reintegrare i soldi destinati allarea verde e inspiegabilmente stornati. Sono due anni che il progetto è fermo, nulla è stato fatto», aggiunge il consigliere. Un sit-in che non ha trascurato limportanza degli accessi al parco e il problema dei parcheggi. «Non vogliamo i pup (i parcheggi interrati previsti dal piano urbano parcheggi) perché in una zona così popolare di box che vengono venduti a migliaia di euro non ce ne facciamo nulla - incalzano i comitati - ma chiediamo che siano realizzati i posti auto pubblici a raso». Di più. «Deve essere reso accessibile il parco da via Palmiro Togliatti-Torrespaccata, da via di Centocelle-Quadraro e soprattutto occorre migliorarne laccessibilità da via Casilina con un passaggio pedonale», spiegano le associazioni ormai stanche di non avere neanche uno spazio verde dove far giocare i loro bambini.
Centocelle, il parco-discarica "Dovete liberarci dai rifiuti"
I residenti di Centocelle hanno simbolicamente recintato larea verde con striscioni e slogan per protestare contro la mancata realizzazione del parco archeologico. Il parco è stato in progetto dal 1993, ma dopo 17 anni, i cittadini hanno diritto di vederlo realizzato. I primi 33 ettari sono stati aperti al pubblico, ma il progetto si è arenato. I residenti chiedono la realizzazione del parco e la riduzione dei parcheggi interrati. Chiedono anche laccessibilità al parco da diverse vie e la realizzazione di posti auto pubblici a raso. La zona è stata precedentemente occupata dai rom e ora è una discarica a cielo aperto.
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