Il sito è diventato uno spazio per iniziative culturali che ha richiamato tanti turisti e gente del luogo g.re.) Diecimila visitatori nel primo anno di attività. La gestione ai privati dei beni artistici e monumentali, ma anche degli spazi museali, pare che funzioni anche a Sciacca. Lo confermano i dati delle presenze al cosiddetto Castello incantato (nella foto), un museo naturale dove tra secolari ulivi e uno scorcio del mare Mediterraneo, spuntano centinaia di sculture in pietra realizzate da Filippo Bentivegna, un uomo che dopo una vita parecchio tormentata decise di vivere da solo in un piccolo podere e dare sfogo alla sua vena artistica, fatta di teste scavate e scalpellate nella roccia viva. Quel luogo dopo la morte di Bentivegna fu ceduto al Comune e poi alla Regione e divenne un sito di notevole valore artistico e culturale, mai opportunamente valorizzato. La Regione ne affidò la gestione al Comune, ma l'Ente non seppe adeguatamente rilanciarlo, fino al via libera della Soprintendenza ad una cooperativa locale che un anno fa, dopo un lungo iter burocratico ne acquisì la gestione per ben 19 anni ed ebbe un contributo regionale di 78 mila euro. La cooperativa Agorà stila oggi un bilancio positivo dei primi 12 mesi di attività, permette ai sette soci di lavorare, anche se in maniera stagionale, ma soprattutto al sito storico ed artistico di avere ulteriori apprezzamenti: «Diecimila visitatori in un anno sono tanti per cominciare - dice Giuseppe Gulino, presidente della società Agorà - hanno visitato il Castello incantato, dove oggi c'è uno spazio culturale, un bar e spazi per iniziative culturali varie, turisti di tutto il mondo. Abbiamo organizzato presentazione di libri, spettacoli, eventi culturali in genere, ed oggi siamo punto di riferimento per quanti visitano la Sicilia». In effetti, spesso accade che un turista proveniente da Selinunte o Agrigento, si fermi a Sciacca solo per ammirare le sculture del poliedrico artista che fino a poco tempo fa era descritto come contadino, ma che ulteriori studi individuano come pescatore che dopo un'esperienza lavorativa in America, torna a Sciacca per isolarsi dal mondo e stare solo con le sue facce dalle espressioni cupe e arrabbiate. La cooperativa ha recentemente partecipato ad un convegno d'arte a Palermo ed ha in programma di portare in mostra al di fuori del sito di Sciacca, alcuni pezzi di Bentivegna, considerato oggi dai critici un artista ancora da scoprire. La Confcooperative ha recentemente individuato il progetto saccense come parte integrante di un itinerario turistico siciliano di eccellenza: «Siamo orgogliosi - conclude Gulino - non solo per avere avuto una buona idea, ma anche per contribuire alla valorizzazione del turismo nella nostra città, peccato che non abbiamo la stessa attenzione da parte delle autorità locali». Gulino si riferisce ad un sostegno ed una collaborazione, a cominciare, ad esempio, dal miglioramento della cartellonistica stradale indicante il luogo come sito artistico di grande pregio. 11042010