Pronto sulla carta il progetto dell'antiquarium ma la Soprintendenza non ha più fondi Il sito di Megara Hyblaea è uno dei gioielli archeologici della provincia da valorizzare. Ne è convinta la soprintendente Mariella Muti, e con lei il dirigente del servizio istituito ad hoc dalla Soprintendenza aretusea, Maria Musumeci. L'area archeologica, sebbene meta di studiosi da tutto il mondo, è caratterizzata da una promozione poco adeguata. Insufficienti i segnali stradali, nonostante le sollecitazioni della Soprintendenza, così come i fondi a disposizione per la sua gestione. Ne è triste emblema la mancata apertura al pubblico dell'antiquarium il cui progetto è stato redatto di tutto punto, ma non è stato attuato. «Abbiamo elaborato un programma di ri-allestimento - spiega Mariella Muti - ma non sono arrivati i finanziamenti per la sua realizzazione. Un peccato. Un piccolo museo è indispensabile per questa importante area archeologica». Le fa eco l'archeologa Maria Musumeci che lavora al progetto di promozione del sito coinvolgendo soprattutto le scuole. A loro, infatti, aveva pensato di destinare progetti, simulazioni di scavo e lavori a corredo della visita all'antiquarium. «Il nostro impegno è garantire la fruizione del sito di Megara Hiblaea - dice la Musumeci - e lo facciamo con grande sforzo. L'area è visitabile ogni giorno sino a un'ora prima del tramonto, compreso i festivi». Il costo del biglietto è di 4 euro: cifra con cui si possono ammirare i resti di una cittadina antica, con tanto di agorà, resti di abitazioni e vie. Un luogo dove il tempo si è fermato all'epoca antica, e dove ancora oggi sono concentrati gli studi della Scuola francese di archeologia, sulla scia di George Vallet, così come quelli degli storici tedeschi. «Di recente - aggiunge Maria Musumeci - abbiamo completato alcuni scavi che ci hanno consentito di avere nuovi tasselli per la ricostruzione del sito. Si tratta di un luogo di grande fascino, che abbiamo il dovere di tutelare e potenziare». La richiesta della Soprintendenza resta, innanzitutto, quella della segnaletica stradale in una zona quale è quella industriale densa di tabelle e insegne varie. E infine la questione dei finanziamenti. Per concretizzare il sogno del museo pronto sulla carta. 11042010