L'acquisizione della collezione De Vanna rappresenta il sasso gettato nello stagno: la qualità deve prescindere dal luogo di nascita dell 'artista, in questo modo si può sprovincializzare la cultura. Sono tanti gli esempi di spazi abbandonati o quasi: dal "De Napoli" di Terlizzi a quelli di Foggia e Lucera. Gode ottima salute invece il Sigismondo Castromediano di Lecce Salvatore Abita L'azione della Regione appare necessaria e indifferibile, tenendo conto dello stato di degrado in cui versano parecchi musei degli enti locali pugliesi, spesso chiusi in tutto o in parte per mancanza di manutenzione o per la fatiscenza degli edifici che li ospitano. Alcuni, ormai, sono invisibili da un numero indefinito di stagioni, decenni a volte, come il Museo de Napoli di Terlizzi: le opere, tele, disegni, bozzetti del grande pittore pugliese de! primo Ottocento, autore, fra l'altro, lo ricordiamo, del sipario del teatro Piccinni di Bari con la scena del torneo di Re Manfredi, giacciono polverose e abbandonate nel sottoscala di un edificio pubblico alla periferia del paese, a disdoro delle amministrazioni che si sono succedute a Terlizzi, che hanno in maniera discutibile restaurato il palazzo ove dovevano trovar posto le opere, per volontà dello stesso de Napoli, ma non sembrano interes-satepiù di tanto a portare a compimento il progetto, che comporterebbe una non rilevante spesa per il restauro delle tele stesse. Vita grama e stentata vive il museo di Foggia, ripiegato su se stesso senza slanci o iniziative promozionali; quello di Lucera è chiuso da tempo per lavori di riordino e sistemazioni statiche all'edificio. Fra le istituzioni museali appartenenti agli enti locali, quella che sembra godere di ottima salute nella nostra regione è sicuramente il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, spinto a continue iniziative, mostre conferenze e quant'altro dal lavoro sagace del suo direttore Antonio Cassiano. Sulla Pinacoteca Provinciale di Bari, forse il museo attualmente più visitato di Puglia, non si può non condividere il giudizio espresso dallo stesso Mino de Vanna dalle colonne di questo stesso giornale pochi giorni fa che la ritiene "vittima della politica da almeno quarant'anni". La collezione de Vanna, in realtà, getta un sasso nello stagno museale della regione, libera com'è da condizionamenti localistici e legata soprattutto a scelte di qualità che prescindono da! luogo e dalla data di nascita di un artista: questa, a parere di chi scrive, è l'unica via per sprovincializzare la cultura ed aprire più vasti spazi di conoscenza e di confronto. Un nota necessaria sui musei statali: a parte quello di Copertino, in via di allestimento,oggi usato più come contenitore di eventi, la Puglia non possiede, forse unica regione d'Italia una propria Pinacoteca Nazionale d'arte medievale e moderna, a dispetto della incredibile ricchezza culturale della sua terra: le scelte fatte dal dopoguerra ad oggi da chi ha gestito i beni culturali in questa regione hanno di fatto impedito che questo accadesse. Basti pensare che un numero di oggetti di proprietà statale, sculture medievali, dipinti ed altro sono esposti da sempre presso la Pinacoteca Provinciale di Bari, perché nessuno ha mai trovato il tempo, i mezzi, il coraggio di affrontare il problema di creare una struttura statale in grado di rappresentare con autorevolezza, in tempi ancora di centralismo, l'importanza della regione nella storia della cultura figurativa italiana. È mancata la passione e l'impegno, e forse, è mancata soprattutto una Soprintendenza per i soli Beni Artistici e Storici, che avesse la voglia e l'attitudine di occuparsi seriamente e con competenza di questi proble-mi.Ancor oggi, lo diciamo con dispiacere, e è chi non vede di buon occhio disegni di tal genere, sostenendo nelle sedi istituzionali che "non ci sono i numeri" perché possa nascere una struttura di tal specie. Gli si può rispondere con un lampante e visibilissimo esempio, realizzato in una regione limitrofa, la Basilicata, che non possiede certo, per propria storia e parvità territoriale i beni che possiede la Puglia: Palazzo Lanfranchi a Matera, oggi Pinacoteca d'arte medievale e moderna della regione, "fabbricata"d3 chi scrive e inaugurata poi da Paolo Venturoli, attuale Soprintendente di settore della Basilicata. Una breve nota sui musei diocesani, che sorgono ormai numerosi sul territorio, senza un preciso disegno comune e troppo spesso realizzati in maniera affrettata e poco scientifica: così come sono oggi non sembrano incidere affatto nella realtà regionale, a meno che non riescano a darsi un assetto diverso da quello attuale, che non consente di immaginare per loro un futuro di qualche rilievo, anche se nei loro spazi si conservano manufatti preziosissimi, manoscritti medievali miniati, tele di notevole importanza Per quanto riguarda il contemporaneo, spazio di cui istituzionalmente non si occupano le soprintendenze, almeno in via ufficiale ma chi scrive è stato per circa dieci anni direttore del Museo Pignatelli a Napoli, ove si sono avvicendati in mostre di storica rilevanza gli artisti più importanti del panorama internazionale, per la felice combinazione delle intelligenze di Raffaelìo Causa e Lucio Amelio-qualcosa sembra muoversi in questa regione, anche se in maniera ancora episodica e priva di una linea coerente di sviluppo. Spesso si realizzano mostre fatte di cascami e di frammenti di iniziative più importanti già viste altrove, tentativi maldestri di colonizzazione, forse in attesa della nascita di un centro-ente o fondazione che sia- che possa ricondurre tutto questo ad un progetto coerente ed organico. Anche, perché no, con mostre importate. se rispondono ad un disegno compiuto,che possa sviluppare in questa terra, ormai traversata da tanti processi di accelerazione culturale, una propria originale linea di percorso.
Beni culturali, soldi e programmi: la Regione deve avere un ruolo
La collezione De Vanna è stata acquisita dalla Regione Pugliese, che ha dimostrato di avere una buona salute. Al contrario, molti musei locali, come quelli di Terlizzi, Foggia e Lucera, sono stati chiusi o sono in stato di degrado. La Pinacoteca Provinciale di Bari, che è il museo più visitato della regione, è considerata "vittima della politica" e non ha una collezione di arte medievale e moderna. La Puglia non ha una Pinacoteca Nazionale d'arte medievale e moderna, a differenza di altre regioni d'Italia.
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