«Questa mostra è stata disegnata in modo eccezionale». Parola di Fan Di'An, direttore del museo nazionale di belle arti di Pechino, in visita ieri pomeriggio al Maga con una delegazione cinese che da qualche giorno sta girando su e giù per lo Stivale tra le più prestigiose sedi espositive alla ricerca di collaborazioni per l'anno della Cina in Italia, in calendario dal prossimo autunno. Con lui Chen Ping, direttore dell'Ufficio affari paesi Europa dell'Ovest per gli scambi all'estero del ministero della Cultura, Zhang Jianda, consigliere culturale all'ambasciata di Roma, e una serie giovani di funzionari governativi atterrati dall'Oriente per ammirare, e fotografare, le bellezze italiane. Dopo il sopralluogo alla Triennale di Milano e in attesa di partire per Venezia, Fan Di'An è voluto a tutti i costi venire a Gallarate. «Gli hanno detto che c'era Modigliani e non ha voluto perderselo» ha detto il suo traduttore alla direttrice del museo, Emma Zanella e al presidente della Fondazione, Angelo Crespi, guide d'eccezione per gli illustri ospiti. Dopo la visita alle sale espositive e i complimenti di Fan Di'An, le trattative sono iniziative sui tavoli del temporary bar ideati da un designer spagnolo il cui nome è subito finito sul taccuino degli appunti. «Alla fine di aprile inauguriamo una mostra collettiva di artisti cinesi e belga», ha esordito il direttore del museo di Pechino, grande venticinque volte il Maga e con un patrimonio di 100mila opere. «Con voi ci piacerebbe invece puntare a uno scambio per valorizzare le opere di giovani artiste contemporanee». «Dopo aver visto questo vostro bellissimo spazio, perché non organizzare qui una mostra delle nostre migliori donne?», ha aggiunto subito Chen Ping. «Volentieri, vi inviamo il materiale», gli ha risposto Crespi, che insieme a Zanella ha ricevuto l'invito di ricambiare al più presto la visita. Le basi sono state poste, i risultati potrebbero presto arrivare. In ogni caso, dopo il boom di affluenze (3mila visitatori) durante le feste pasquali, il Maga si prende questa ennesima soddisfazione. E prima del 19 giugno, giorno in cui terminerà la temporanea di Modì, è certo che ne raccoglierà molte altre. Pensando già al dopo Modigliani.