Ieri mattina una rappresentanza del Comitato contro il rigassificatore offshore ha consegnato un esposto alla Procura della Repubblica sottoscritto da oltre un centinaio di cittadini. L'esposto è stato inviato anche ai sindaci di Livorno e Pisa, ai presidenti delle Provincie di Livorno e Pisa, al Presidente della Regione Toscana. Con l'esposto - spiega il comitato - «si chiede se la Capitaneria di Porto è legittimata ad ignorare la normativa vigente che individua il periodo (1 aprile-30 settembre) in cui effettuare i campionamenti delle acque marine ai fini della balneazione». Questa è la normativa cui ha fatto riferimento la Regione nella delibera della n. 839 del 2892009, in cui ribadiva che per preservare la salute dei cittadini i lavori in mare dovevano essere svolti nel periodo 1 ottobre 31 marzo. «Posare ed ancorare al fondo marino le enormi catene necessarie a bloccare le ancore che serviranno a tenere ferma la gasiera sta comportando il rimescolamento dei fondali dove negli anni 1999-2000 sono state depositate centinaia di tonnellate di fanghi di escavo del porto di Livorno, fanghi che contengono sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene. Questi sedimenti saranno risospesi e spinti dalle maree sul lungomare pisano-livornese mettendo a rischio la salute dei bagnanti».
LIVORNO. Mare a rischio Offshore: esposto alla Procura
Ieri mattina una rappresentanza del Comitato contro il rigassificatore offshore ha consegnato un esposto alla Procura della Repubblica sottoscritto da oltre un centinaio di cittadini. L'esposto è stato inviato anche ai sindaci di Livorno e Pisa, ai presidenti delle Provincie di Livorno e Pisa, al Presidente della Regione Toscana. Con l'esposto - spiega il comitato - si chiede se la Capitaneria di Porto è legittimata ad ignorare la normativa vigente che individua il periodo (1 aprile-30 settembre) in cui effettuare i campionamenti delle acque marine ai fini della balneazione. Questa è la normativa cui ha fatto riferimento la Regione nella delibera della n. 839 del 2892009, in cui ribadiva che per preservare la salute dei cittadini i lavori in mare dovevano essere svolti nel periodo 1 ottobre 31 marzo. Posare ed ancorare al fondo marino le enormi catene necessarie a bloccare le ancore che serviranno a tenere ferma la gasiera sta comportando il rimescolamento dei fondali dove negli anni 1999-2000 sono state depositate centinaia di tonnellate di fanghi di escavo del porto di Livorno, fanghi che contengono sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene. Questi sedimenti saranno risospesi e spinti dalle maree sul lungomare pisano-livornese mettendo a rischio la salute dei bagnanti.
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