legambiente e comitato contro tursi, che rischia dieci milioni in penali NIENTE SOSPENSIVA e sentenza definitiva fissata al prossimo 4 maggio. Questo ha deciso, nell'udienza di ieri sul caso park dell'Acquasola, il Consiglio di Stato chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di congelare la sentenza del Tar che ha dato ragione ai soggetti ricorrenti contro la costruzione del contestato parcheggio. In pratica le ruspe non torneranno a scavare all'Acquasola, e in questo lasso di tempo non si muoverà neppure il Comune. Cancellare diritti acquisiti con un atto formale, lo si è quantificato qualche tempo fa, potrebbe portare Tursi a spendere qualcosa come dieci milioni di euro in penali.Alla accuse di Andrea Agostini di Legambiente e del comitato "Parco non Parcheggio", che dicono «l'amministrazione non assume chiaramente una posizione sul quesito giuridico se sia possibile o meno revocare la delibera dell'ok ai lavori. Si era impegnata pubblicamente a dicembre chiedendo un parere a un giurista da lei scelto per le indubbie competenze giuridico-ambientali a livello europeo. Parere mai pervenuto». «Il parere verrà prodotto in forma scritta - si difende Pinuccia Montanari, assessore al Verde, ma ne conosciamo già l'orientamento». Il super esperto chiamato a pronunciarsi sul caso è il giudice Amedeo Postiglione, direttore della Fondazione Corte Internazionale dell'Ambiente (Icef) e magistrato presso la Corte Suprema di Cassazione, sezione Ambiente. Raggiunto al telefono, così si esprime: «In linea di principio generale la vicenda è piuttosto chiara - spiega Postiglione - siamo di fronte a una decisione che stabilì, giusto o sbagliato che fosse, che sotto quell'area fosse realizzato un parcheggio. L'amministrazione ha dato la sua autorizzazione ai privati. Da qualche tempo è sorta un'opposizione di cittadini, ma l'atto rimane e non può essere ignorato. L'amministrazione comunale può tornare sui suoi passi, ma soltanto con un atto esterno, non interno. La revoca è possibile soltanto se sono sopravvenuti gravi impedimenti o ragioni di rilevante interesse pubblico. Siccome c'è, però, una decisione del Tar e un procedimento in Consiglio di Stato, ritengo opportuno prima di prendere qualsiasi decisione attendere la sentenza della magistratura amministrativa». Per cambiare idea ci vuole una leva che vada al di là delle motivazioni di interesse ambientale. E, comunque, la ragione del diniego dev'essere sopravvenuta dopo quell'ok. Diverso sarebbe stato «se il Comune, all'epoca, avesse posto regole e criteri precisi, magari ricorrendo anche a una commissione indipendente per fissarle e monitorarle. In questo caso, le leve per mutare quella decisione sarebbero di più». d. gri. 10042010 IL MUNICIPIO Medio Levante dice sì alla variante urbanistica per il nuovo Lido di Albaro. Ma al contempo critica con forza il clima politico che ha circondato il progetto e la "scatola" urbanistica che avrebbe dovuto consentire il maxi-restyling da 100 milioni di euro. «Le modifiche approvate in un secondo tempo sono peggiorative - spiega il parlamentino, riunitosi ieri sera alle 21 in via Mascherpa, sede dell'ex circoscrizione di Foce, Albaro e San Martino - e potrebbero mettere a rischio l'equilibrio economico gestionale e di unitarietà dell'area». La pratica Lido è stata esaminata qualche giorno fa in commissione consigliare, e dopo una discussione finalmente rilassata si è deciso di trasferirla all'aula che martedì ne licenzierà, dopo più di un anno di battaglie e trattative, l'approvazione. La giunta - presente il sindaco Marta Vincenzi - si è detta disponibile a presentare, martedì prossimo in consiglio comunale, un emendamento che inserirà nella variante urbanistica sullo stabilimento balneare i principi fortemente richiesti da Idv e da Rifondazione. Per i dipietristi era fondamentale ribadire, nel testo della delibera, l'impossibilità di cambiare destinazione d'uso alle cabine che verranno costruite sul mare. Antonio Bruno (Rifondazione Comunista) ha invece ottenuto un abbassamento dell'altezza massima consentita per le cabine, che passerà quindi da 2 metri e 70 a 2 metri e 70 centimetri. Ma ci sarà da capire se il progetto Lido andrà avanti. Se i proprietari se la sentiranno di imbracciare comunque - con prospettive di rientro dell'investimento a questo punto molto più lente - un progetto fortemente ridimensionato. Il Municipio Medio Levante ha approvato il documento di parere all'unanimità. Tra le firme che sottoscrivono la condanna del clima politico nato attorno al progetto e alla variante ci sono anche quelle degli esponenti di Italia dei Valori, che hanno avuto tutt'altre posizioni in Consiglio Comunale. «L'argomento è diventato, di fatto, terreno di scontro politico trasversale, cosa che non ha certamente contribuito al merito della discussione - scrivono i consiglieri del Municipio - in quanto si è avuta spesso l'impressione che si discutesse di tutt'altro e, per di più, di principi per altro già sanciti dalla legislazione e dalle normative e che, senza dubbio, erano e sono ipotesi inseribili nella convenzione da stipulare fra i soggetti interessati». d. gri.
LIGURIA - Acquasola, il consiglio di stato non concede la sospensiva
Il Consiglio di Stato ha deciso di non congelare la sentenza del Tar che ha autorizzato la costruzione del parcheggio all'Acquasola, a causa di una richiesta di Legambiente e del comitato "Parco non Parcheggio". La sentenza potrebbe portare a spese di 10 milioni di euro per Tursi. Il Consiglio di Stato ha deciso di attendere la sentenza della magistratura amministrativa prima di prendere una decisione. Il progetto del Lido di Albaro è stato approvato dal Municipio Medio Levante, ma con modifiche che potrebbero mettere a rischio l'equilibrio economico gestionale e di unitarietà dell'area.
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