Attacco frontale delle associazioni. Il sindaco: «Non sono Giuda, pretendo le scuse» LAGLIO Tre associazioni, il Fondo ambiente italiano, Italia nostra e Wwf a firma dei presidenti lombardi Costanza Pratesi, Luigi Santambragio e Paola Brambilla, censurano il sindaco di Laglio Roberto Pozzi per le recenti vicende collegate alla costruzione dell'autosilo di Torriggia e alla ristrutturazione di villa La Punta e parlano di «svendita del territorio per trenta denari». Il sindaco replica energicamente «non sono un giuda, come Roberto Pozzi potrei sorvolare su tale pesante, ingiusta e ingiustificata affermazione, ma come primo cittadino di una comunità, democraticamente eletto, attendo delle scuse». La lettera del Fai, Italia nostra e Wwf, resa pubblica dai rispettivi presidenti, richiama il fatto che «tutela del territorio significa anzitutto prendersi cura del patrimonio culturale quali ad esempio villa La Punta oltre che del paesaggio nel suo insieme come il promontorio di Torriggia. Tutela che coincide con conservazione e salvaguardia dei caratteri significativi di un luogo appartenente a tutti». «Come è possibile - aggiungono Brambilla, Pratesi e Santambrogio - poter anche solo ipotizzare di svendere tutto questo per trenta denari? Siamo ben consapevoli della situazione finanziaria degli enti locali ma questa non può da sola giustificare il baratto per esigenze contingenti di quanto più prezioso abbiamo. Le nostre associazioni hanno sempre offerto collaborazione e competenze nel ricercare soluzioni che contribuiscano a valorizzare l'esistente, garantire la riconoscibilità e la qualità di quei luoghi invidiati e celebrati in tutto il mondo. Il caso di Villa La Punta presenta una palese violazione di norme e leggi regionali e nazionali: il progetto di riqualificazione mostra ben 12 punti di criticità e contrasto con le direttive regionali, il Codice dei beni culturali e il nuovo Piano paesaggistico regionale. Solo questo - afferma la lettera - è all'origine della bocciatura della Soprintendenza. Dispiace dover apprendere che questo organo è considerato una semplice banderuola che si piega agli interessi di alcuni: la tutela del paesaggio è indiscutibile principio costituzionale». M. L.