Il petrolio a qualunque costo e dovunque ce ne sia ancora una goccia. Ora anche sull'Alta Murgia, dove ci sono gli ultimi residui di paesaggio tutelato dall'Unione europea per i suoi habitat prioritari e dove si gioca buona parte della partita futura sulle linee di sviluppo della Puglia. «Questa caccia al nulla - attacca l'assessore regionale all'Ecologia, Onofrio Introna - è tanto deleteria quanto poco produttiva. Vogliono compromettere l'economia di un intero territorio succhiando da un pozzo vuoto o comunque pieno in maniera tale da non giustificare un investimento importante. Così, per racimolare poche centinaia di barili di greggio sono disposti a distruggere ricorse ambientali e paesaggistiche che ci mettono secoli per riformarsi. Frapporremo tutti gli strumenti in possesso alla Regione Puglia per evitare questo scempio e continueremo a contrapporre le politiche dell'innovazione e delle fonti rinnovabili a quelle vecchie e improduttive legate a fonti fossili ormai, di fatto, esaurite». Il caso petrolio scuote la Puglia. L'aria ha cominciato ad essere rovente già la scorsa estate quando si è scoperto che, senza neanche nominare il membro pugliese, la commissione nazionale per la Valutazione di impatto ambientale ha dato il via libera a tre attività di ricerca di una vena petrolifera al largo delle coste baresi, vicino Monopoli, a Sud di Bari. Pericolo al momento congelato dal Tar di Lecce, cui si sono rivolti il Comune di Ostubni e la Regione Puglia, che ha dato lo stop a qualsiasi attività. Nelle scorse settimane posi sono arrivate al ministero dell'Ambiente le richieste di una società olandese per ricerche al largo delle isole Tremiti. La Regione Puglia stavolta ha avuto la possibilità di esprimersi (ha detto no), ma pare che il ministero non se ne voglia dare per inteso. Tanto che adesso, in una sorta di manovra di accerchiamento, ecco la nuova richiesta, da parte di una società texana, non più a mare, ma a terra, a cavallo tra la basilicata e la Puglia, in piena area murgiana. Sul rischio perforazioni per il petrolio alle Tremiti hanno lanciato l'allarme nelle scorse ore anche gli europarlamentari pugliesi del Pdl, Tatarella, Matera, Baldassarre, Patricello e Silvestris. «Il mare e il paesaggio incontaminato della Puglia, come di tutto il Paese rileva Barbara Matera sono tra i tesori e punti di forza dello sviluppo economico del Mezzogiorno e in particolare della nostra Regione. Mettere a rischio tutto questo in una zona, quella delle Isole Tremiti, che solo pochi mesi fa ha visto lo spiaggiamento di ben sette capodogli potrebbe rappresentare per noi tutti un prezzo troppo alto». Ma il pericolo che ora anche la Murgia, dopo lo scempio dei fanghi inquinati sversati negli scorsi anni, possa finire al centro di interessi del tuto confliggenti con le logiche per cui parchi e Zone di protezione speciale sono stati istituiti, preoccupa se possibile ancora di più. Dall'ente parco nazionale dell'Alta Murgia, saputo della richiesta di prospezioni a pochi chilometri dal parco da parte della società texana Aleanna resources, tra i territori dei comuni di Spinazzola e Minervino, a confine con Palazzo San Gervasio, in Basilicata, rimarcano come le attività, qualora autorizzate, «si andrebbero a inserire in un contesto già preso d'assalto da tutta una serie di iniziative. La funzione dell'ente, che doveva essere quella di salvaguardare gli habitat, la stiamo portando a compimento, ma quello che accade poco fuori dal parco - che non è di nostra competenza - ci preoccupa non poco. Probabilmente qualcuno tra gli enti sovraordinati dovrebbe porsi l'opzione di valutare la sommatorie di tutti gli impatti tra eolico, fotovoltaico, biomasse e ora anche trivellazioni per il petrolio, che hanno ricadute dirette inevitabili sulla natura e sulle ragioni stesse di un parco nazionale». 09 Aprile 2010
BARI - Le trivelle dei petrolieri ora puntano alla Murgia di Giuseppe Armenise
La Regione Puglia ha espresso il suo dissenso per la richiesta di prospezioni petrolifere in un'area vicina all'Alta Murgia, un parco nazionale protetto. La società texana Aleanna Resources ha richiesto l'autorizzazione per le prospezioni a pochi chilometri dal parco. La Regione ha espresso la sua opposizione e ha chiesto al ministero dell'Ambiente di valutare gli impatti ambientali delle attività. Gli europarlamentari pugliesi hanno lanciato un allarme per il rischio di inquinamento del mare e del paesaggio. La Puglia sostiene che le attività petrolifere non sono produttive e comprometterebbero l'economia del territorio.
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