Monumenti vandalizzati con scritte oscene, muri imbrattati e palazzi sfregiati. Centinaia di scritte campeggiano da una parte all'altra di Napoli e sono ormai il simbolo dell'incuria. È soprattutto il centro storico a soffocare per gli interventi non autorizzati dei writers. Dal Museo archeologico nazionale alla Stazione centrale, gli edifici sono infatti tappezzati di cartelli, volantini e pubblicità illegali. Bersaglio preferito dell'attacchinaggio violento e delle scritte fuorilegge sono gli edifici d'epoca come il basamento monumentale di Palazzo Carafa della Spina e Palazzo Pinelli, ma anche le chiese antiche tra cui la basilica di San Lorenzo Maggiore e la chiesa di Sant'Angelo al Nilo. Stesso copione si registra al Vomero, a Fuorigrotta e a Chiaia, ma anche al Centro Direzionale dove l'abusivismo è elettorale: decine di manifesti delle ultime Regionali e addirittura delle Provinciali non sono ancora stati rimossi. L'esempio di via Tasso, poi, è eclatante: il muro panoramico all'altezza del largo Madre Teresa di Calcutta è stato imbrattato da un writer esibizionista per tre volte. Il Comune ha provveduto a ripulirlo ma il rischio è sempre dietro l'angolo. Per questo il «Consorzio Napoli Centro Antico» ha promosso un decalogo contro le affissioni selvagge.
NAPOLI - Monumenti vandalizzati con scritte oscene, muri imbrattati e palazzi sfregiati.
Monumenti vandalizzati con scritte oscene, muri imbrattati e palazzi sfregiati. Centinaia di scritte campeggiano da una parte all'altra di Napoli e sono ormai il simbolo dell'incuria. È soprattutto il centro storico a soffocare per gli interventi non autorizzati dei writers. Dal Museo archeologico nazionale alla Stazione centrale, gli edifici sono infatti tappezzati di cartelli, volantini e pubblicità illegali. Bersaglio preferito dell'attacchinaggio violento e delle scritte fuorilegge sono gli edifici d'epoca come il basamento monumentale di Palazzo Carafa della Spina e Palazzo Pinelli, ma anche le chiese antiche tra cui la basilica di San Lorenzo Maggiore e la chiesa di Sant'Angelo al Nilo. Stesso copione si registra al Vomero, a Fuorigrotta e a Chiaia, ma anche al Centro Direzionale dove l'abusivismo è elettorale: decine di manifesti delle ultime Regionali e addirittura delle Provinciali non sono ancora stati rimossi. L'esempio di via Tasso, poi, è eclatante: il muro panoramico all'altezza del largo Madre Teresa di Calcutta è stato imbrattato da un writer esibizionista per tre volte. Il Comune ha provveduto a ripulirlo ma il rischio è sempre dietro l'angolo. Per questo il Consorzio Napoli Centro Antico ha promosso un decalogo contro le affissioni selvagge.
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