GLI AFFRESCHI DI ASSISI VISTI DA VICINO Secondo Vasari lartista fu condotto qui per finire quel che Cimabue aveva lasciato incompiuto Lelaborazione realizzata dagli strumenti scientifici riporta tutto allorigine Si può confrontare lo stile con quello della Cappella degli Scrovegni a Padova Restauri e uso delle tecnologie più avanzate per scoprire la bellezza del ciclo di storie francescane realizzate dal grande maestro: grazie alle ricostruzioni virtuali sarà possibile capire i segreti di queste opere Cade lottavo centenario della fondazione dellOrdine francescano e la Basilica di Assisi trova un nuovo momento di gloria. Gli affreschi delle Storie di San Francesco sono ormai un rituale del ventesimo secolo tanto da poter sopportare persino lo scherzo di Carlo Verdone sulla immancabile gita alla Basilica di sopra e alla Basilica di sotto. Assisi continua a generare occasioni memorabili di approfondimento e felicità nellincontro con lopera darte e adesso le celebrazioni sono arrivate alla prima tappa consistente nellaccesso dei visitatori sulle impalcature di restauro della cappella di San Nicola nella Basilica inferiore e nelle ricostruzioni virtuali degli affreschi con le Storie francescane per far capire a tutti come si presentassero queste opere-cardine della storia occidentale allatto della loro esecuzione a fine Duecento. Così la realtà virtuale e gli effetti speciali, che inevitabilmente condizionano lapproccio con lantico, si affiancano alle consacrate tecniche di restauro ossequienti a una tradizione tecnologica, filosofica e scientifica che è vanto del nostro Paese. Se gli affreschi della cappella di San Nicola costituiscono una questione interessante per gli studiosi della materia, per lesatta datazione e attribuzione, le storie francescane sono il "problema" per antonomasia di tutta la storia della pittura italiana inerente alla nascita dellarte moderna dalle macerie del mondo bizantino ancora dominante allinizio di quel fatale secolo tredicesimo. Lo scoglio insuperabile per una conoscenza soddisfacente di questi affreschi risiede nella totale mancanza di riscontri oggettivi nelle fonti antiche, tali da farci capire chi fu a elaborare il progetto del memorabile ciclo, chi effettivamente lo dipinse, e quando queste opere innovative scatenarono quel dirompente impatto che hanno ancora oggi. Giotto eseguì queste opere memorabili e quando esattamente? Gli antichi scrittori ci hanno confuso le idee. Giorgio Vasari nel suo libro delle Vite dei pittori, in prima edizione nel 1550, per quel che riguarda Assisi dice ben poco pur raccontando litinerario giottesco in modo lineare. Afferma che Giotto apprese larte più per istinto, che fu notato quando era giovanissimo da Cimabue, il primo pittore di Firenze, e da lui valorizzato, e poi fece tanti lavori a cominciare da Firenze. Assisi fu una delle molte tappe della sua carriera. Vi fu condotto per finire le opere che Cimabue aveva lasciato incompiute e «nella chiesa dei frati minori dipinse tutta la chiesa dalla banda di sotto». Non si capisce se con le parole «dalla banda di sotto» vuole indicare le storie francescane che stanno nella Basilica superiore ma nella parte di sotto delle mura o la Basilica inferiore (che sta di sotto) dove ci sono in effetti alcune cappelle dipinte da Giotto. Ricorda la lapide che nel Quattrocento il poeta Poliziano scrisse per la tomba di Giotto dove nellepitaffio il defunto parla di sé: «Ille ego sum per quem pictura extincta revixit» (Sono io quello che ha fatto rivivere la pittura data per morta). Il Vasari spiega: «essendo stati sotterrati tanti anni dalle ruine delle guerre i modi delle buone pitture egli solo quella che era per mala via resuscitò e redusse a una forma da chiamar buona». Che gli affreschi delle Storie francescane siano buoni non cè dubbio e le ricostruzioni virtuali elaborate dal CNR e presentate da Giuseppe Basile lo dimostrano attraverso un metodo che permette di vedere come si presentassero allorigine, immuni dai danni del tempo e degli uomini. Sono belli, compatti, duri nella sostanza cromatica, incantati in una ferrea cubatura spaziale che rende tutto nitido e lampante, dove la forma è generata da un criterio di sicurezza mentale che è stabilità fisica della percezione. Che questi affreschi siano di Giotto è oggetto di disputa perpetua. Ora i restauri esemplari hanno permesso di scendere nel profondo della esecuzione e dello stile. Il confronto cruciale è con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova dove le fonti attestano con certezza che lautore è Giotto. Come data gli Scrovegni sono un po più avanti di Assisi, ai primi anni del Trecento quando Dante rivolge a Giotto un alto elogio nel Purgatorio. Assisi dovrebbe essere alla fine del secolo precedente. Dante per lodare Giotto fa parlare il miniatore Oderisi da Gubbio, in Purgatorio per il peccato di superbia tipico degli artisti. Oderisi dice che Cimabue credeva di essere il numero uno ma ora cè Giotto che ha superato tutti, come ha fatto Franco Bolognese nel campo della miniatura. Leccellenza dellarte si è spostata nellarea nord italiana, a Padova e a Bologna. Giotto è un fiorentino ma la sua forza travalica la scuola da cui proviene per fecondare tutta lItalia da Milano a Napoli. Vasari spiega come Giotto avesse estratto larte dalle macerie della guerra, rappresentata dal mondo bizantino che aveva paralizzato le forme espressive costringendo gli artisti a parlare una lingua transnazionale dove a farla da padroni erano langoscia e la paura. Ma il pittore delle Storie francescane è un pacifista che convoca riunioni e solenni adunanze affiancandole a episodi di vita vissuta come se un incantesimo benigno avesse liberato lo spazio dallingombro dellossequio a un potere costituito ormai scomparso ma ancora opprimente. Il progettista delle Storie francescane è il primo artista occidentale che usa un criterio da autentico sceneggiatore. Prende un libro che è la Legenda Maior di San Bonaventura dellinizio del Duecento in presa diretta su San Francesco, e lo organizza in un racconto figurativo con forti elementi strutturali comuni, interpretando lo spirito del santo in bilico tra la bellicosità del contestatore e il pacifista universale volto allarmonia tra le parti. Inventa una tradizione di fatto appena nata e le contestazioni già allepoca ci furono, specie dalla corrente pauperista. Prudentemente il ruolo di Giotto quale supremo ideatore fu messo subito in ombra. Gli studi attuali, i cui risultati rifulgono in queste manifestazioni assisiati, ce lo restituiscono con tutta evidenza.
ASSISI - Visite guidate sui ponteggi per ammirare le decorazioni della Cappella di San Nicola
Gli affreschi delle Storie di San Francesco nella Basilica di Assisi sono stati oggetto di restauri e ricostruzioni virtuali per scoprire la bellezza del ciclo di storie francescane realizzate dal grande maestro Giotto. I restauri hanno permesso di scendere nel profondo della esecuzione e dello stile, e il confronto con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova ha confermato che Giotto è l'autore. Le storie francescane sono un "problema" per tutta la storia della pittura italiana, in quanto la totale mancanza di riscontri oggettivi nelle fonti antiche ha lasciato il ruolo di Giotto come ideatore del progetto del ciclo in ombra.
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