Il gassificatore infiamma la Sala Rossa DAL TERRITORIO, quello che la spazzatura sui camion diretti a Scarpino la vede passare da troppo tempo, arrivano tutte le ragioni perché, come sostiene il presidente del Municipio Medio ponente Stefano Bernini, «si possa dire che quello dellAmiu per il gassificatore non è un ottimo progetto, anzi non va bene per niente». Si spinge ancora oltre Felice Airoldi del Comitato per Scarpino, che passa a toni apocalittici ipotizzando che in quellimpianto si possano addirittura bruciare eventuali rifiuti nucleari, e annuncia già mobilitazioni di piazza. Dal mondo ambientalista, peraltro, pur tra le (molte) critiche, arrivano richieste precise: un calendario sulla tempistica dellincremento della raccolta differenziata, sconti sulla tassa dei rifiuti e attesa del nuovo piano regionale. Arriva in Sala Rossa il gassificatore, o meglio il progetto di fattibilità presentato due settimane fa a Tursi, con grande rabbia dei comitati (e con qualche patema danimo per la maggioranza) ad un pubblico scelto di invitati dellAmiu stessa, escludendo tutti gli altri. E il giorno della presentazione in commissione e, insieme, anche delle prime audizioni. Loggetto del contendere, stabilito che il gassificatore fu già approvato in aula, e quindi prosegue la sua strada verso la realizzazione, è soprattutto la raccolta differenziata; proprio per traguardarne il massimo costruiamo questo impianto, spiega Carlo Senesi, assessore al Ciclo dei rifiuti, mentre lad di Amiu Pietro DAlema ha ricordato il passaggio dal 12 del 2006 al 25,6 per cento del 2009, con limpegno ad arrivare al 30 questanno e al 40 nel 2011, spingendo la raccolta e il porta a porta dellumido presso negozi, fiorai e supermarket. Troppo poco, gli gridano dal pubblico, spingi la raccolta porta a porta: «Ci vorrebbero cinque milioni di euro», ribatte DAlema. Ma Federico Valerio (Italia Nostra) gli contesta che quasi cinque milioni sono il costo, tra multe e maggiori oneri, del non arrivare alla raccolta spinta; e che bisognerebbe invece premiare chi la fa. Durissimo Bernini, sia sulla scelta del sito che sulla raccolta differenziata, rimarcando che parte dellinquinamento è causato dal trasporto dei rifiuti; Legambiente ha chiesto una migliore raccolta differenziata, un piano di riduzione dei rifiuti, una raccolta dellumido capillare, decisioni trasparenti; il Comitato Amici del Chiaravagna invoca piattaforme per il trattamento dei rifiuti e stazioni di compostaggio diffuse sul territorio. Infine Anna Stramigioli della Rete Liguria Rifiuti zero ha concluso che Amiu ha fallito gli obiettivi della raccolta differenziata, «ingannando i genovesi, per arrivare a un impianto che è un inceneritore e potrà assorbire molte più tonnellate di rifiuti indifferenziati di quelle ora previste».