Indagine del Centro studi di Firenze rileva: ogni persona che sceglie di stare in albergo spende a Lucca 134 euro al giorno Il settore crea ricchezza che resta in città grazie a un sistema produttivo forte Per la capacità di trattenere il valore aggiunto sul territorio la Piana supera sia la Versilia che la Valle del Serchio Un giro d'affari di quasi 100 milioni di euro l'anno. È questo il turismo per la città. Per Lucca e per la Piana. Un'indagine recente del Centro studi turistici di Firenze - istituto partecipato da Comuni, associazioni di categoria e privati - rivela cifre imponenti del business relativamente recente per la città: anche senza Versilia e senza la Valle del Serchio, la Piana - con il suo capoluogo - attraggono centinaia di migliaia di persone l'anno, se è vero che solo nelle strutture ricettive (dagli alberghi ai bed and breakfast, passando per gli affittacamere) i visitatori lasciano quasi 72 milioni di euro l'anno. Ma non è l'unica entrata da turismo per la città: infatti, il turismo delle seconde case renderebbe quasi 26 milioni di euro l'anno, per un totale complessivo - per i soli pernottamenti - di quasi 98 milioni di euro, pari al 7,4 del giro di affari prodotto dal settore in tutta la Provincia. La Versilia, dunque, continua a fare la parte del leone, dal punto di vista degli arrivi e delle presenze, ma ormai anche Lucca e la sua Piana possono considerare il turismo una voce importante dell'economia, considerando anche tutto l'indotto. A questo proposito è significativo un dato rilevato dal Centro studi turistici: secondo quanto spiega il direttore del settore ricerche, Gianfranco Lorenzo, Lucca in tutta la provincia è la zona che ha maggior capacità di trattenere al proprio interno la ricchezza (il valore aggiunto) creata dal turismo. In sostanza, il turismo diventa una fonte di entrata importante non solo per alberghi, ristoranti e negozi, ma anche per tutte quelle attività di servizio a supporto del settore. «In termini di capacità di trattenere al proprio interno l'attivazione di valore aggiunto - segnala il Centro studi turistici - l'area lucchese spunta il miglior risultato di tutta la provincia. E questo si deve alla struttura produttiva e soprattutto la completezza del sistema commerciale dell'area urbana lucchese». In altre parole - semplifica Gianfranco Lorenzo - «a Lucca siamo in presenza di una struttura produttiva che può fornire al settore del turismo tutto quello di cui ha bisogno. Infatti, la città vanta una struttura produttiva ampia, diversificata, solida e quindi il territorio rivela una grande capacità di soddisfare la domanda che arriva dal turismo. Al contrario, dove questa struttura produttiva è meno forte, un settore, in questo caso il turismo, è costretto a rivolgersi fuori zona, alle aree limitrofe, ma a volte deve spingersi anche fuori regione, per soddisfare le richieste». Di conseguenza, parte della ricchezza che sarebbe prodotta dal turismo se ne va altrove. A Lucca questo non accade. Infatti, ogni euro di spesa turistica non "ufficiale" (quella delle seconde case) si trasforma in 68,5 centesimi di valore aggiunto (la differenza tra costi e ricavi al netto delle imposte) e quindi di ricchezza reale per il territorio. Di fatto, il 68,5 della spesa turistica non ufficiale a Lucca si trasforma in valore aggiunto, contro il 61,7 della Valle del Serchio e il 55,2 della Versilia. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda il turismo delle strutture ricettive che, fra l'altro, a Lucca non sono moltissime. E soprattutto, nemmeno grandi. Infatti, a Lucca solo il 57,2 della spesa "turistica ufficiale" si trasforma in valore aggiunto, a fronte del 61,9 della Versilia e del 58 della Valle del Serchio. Comunque, i turisti che a Lucca stanno in albergo non spendono poco: la media giornaliera - secondo i rilievi del Centro studi - è di 134,8 euro contro i 91,5 euro della spesa media giornaliera dei turisti che preferiscono camping o bed and breakfast. Gli italiani spendono un po' di più degli stranieri: 122,3 euro al giorno contro 91,5 euro. Le cifre non sono da sottovalutare, ma sono lontane dagli oltre 270 euro spesi quotidianamente dai turisti che scelgono come meta Salisburgo, la città d'arte e di musica alla quale Lucca vorrebbe assomigliare.
LUCCA. Il turismo è un affare da 100 milioni l'anno
Un'indagine del Centro studi di Firenze rileva che ogni persona che sceglie di stare in albergo a Lucca spende circa 134 euro al giorno. Il settore del turismo crea ricchezza che rimane in città grazie a un sistema produttivo forte. La Piana, con il suo capoluogo, attraggono centinaia di migliaia di persone l'anno, sebbene solo le strutture ricettive lascino quasi 72 milioni di euro l'anno. Il turismo delle seconde case renderebbe quasi 26 milioni di euro l'anno, per un totale complessivo di quasi 98 milioni di euro. La Versilia continua a fare la parte del leone, ma Lucca e la sua Piana possono considerare il turismo una voce importante dell'economia.
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