Molti sono contrari al trasferimento: senza i banchi aumenta l'invasione degli abusivi Pochi ma convinti i favorevoli, tutti però temono incassi ridotti PISA. Sono contrastanti le opinioni dei bancarellai di Piazza dei Miracoli, che dopo il trasferimento del Santa Chiara dovranno lasciare i loro banchetti storici, e trasferirsi dalla piazza in un area che sarà predisposta per loro nell'ex ospedale. Prevale comunque un certo scetticismo sull'accordo firmato anni fa dall'amministrazione comunale e la sovrintendenza. Secondo la maggior parte dei commercianti, addio buoni affari con chi visitano la Torre. Chi è contro. «Siamo stanchi di essere considerati un problema e non vogliamo subire queste decisioni sulla nostra pelle, poiché queste attività danno lavoro a molte famiglie a Pisa - dice una delle commercianti del partito del no, Lucia Lorè, da 25 anni bancarellaia in Piazza dei Miracoli - senza considerare le imprese che producono i souvenir e gli oggetti che vendiamo, che danno lavoro a centinaia di persone». Secondo la commerciante, inoltre, le bancarelle non lederebbero in nessun modo il decoro della piazza. «Siamo da 60 anni un elemento di folclore e di attrazione per i turisti, ma se il problema è solo il decoro si può trovare insieme una soluzione più consona, che ci permetta di stare in piazza». La paura principale dei commercianti è quella di vedere diminuire i propri introiti. «Con questi cambiamenti sicuramente il nostro lavoro diminuirà - afferma Roberto Tarabusi - siamo in un'area di passaggio e sarà difficile avere la visibilità che abbiamo ora sotto la Torre». «Ci sarà sicuramente un calo negli affari - concorda la bancarellaia Paola Farese - e poi anche per noi è meglio lavorare avendo di fronte queste opere d'arte». Secondo i commercianti, lo spostamento delle bancarella dalla Piazza all'area del Santa Chiara, spianerebbe la strada agli abusivi, che passato l'effetto dell'ordinanza anti borsoni, si stanno già riaffacciando sulla piazza. «Le bancarelle permettono un maggiore controllo e un minor afflusso degli abusivi sulla piazza - sostiene Tiziana Tollapi - se noi ce ne andiamo, loro ci marceranno meglio». La richiesta è chiara: «Il sindaco faccia un passo indietro - chiede Lucia Lorè - e si riveda l'accordo fatto dall'amministrazione precedente e dalla sovraintendenza». Gli incerti. Ma non ci sono solo gli scettici. C'è anche chi prima di dare un giudizio negativo, ci vuole vedere chiaro. «Bisogna vedere come verranno fatti questi lavori, ci hanno garantito che rimarremo all'interno del contesto della piazza - afferma Leonardo Marino, che vende borse e oggetti in pelle - se così fosse non credo ci sarebbero grossi problemi, altrimenti credo che le nostre attività sarebbero destinate a subire una forte flessione». A favore. Un nutrito schieramento è composto dai commercianti a favore dello spostamento delle bancarelle, convinti che il recupero dell'area ex Santa Chiara possa rappresentare più un'opportunità che un'involuzione. «Da pisano lo trovo giusto: lo spostamento delle bancarelle in un'altra area aumenterebbe il decoro della piazza e farebbe risplendere maggiormente queste opere d'arte - afferma Roberto Birindelli, che commercia in piazza da 50 anni - la piazza è diventata una casbah e a livello estetico, lo spettacolo che offrono queste bancarelle è molto brutto». Secondo Birindelli, lo spostamento a Santa Chiara non dovrebbe rappresentare uno svantaggio per i commercianti. «Dalle notizie che ho, credo che il luogo dove saranno spostate le bancarelle, rimarrà all'interno del contesto piazza e penso, anzi, che possa uscire qualcosa di carino - sostiene - da un punto di vista commerciale, però, è troppo presto per dire, se ci saranno o meno delle ripercussioni negative».