I soldi non bastano per tutti, ma bisogna farcela «I toscani andrebbero rieducati perché rischiano di perdere il loro orgoglio, quella consapevolezza che avevano invece i nostri padri di uscire da una storia e di possedere una identità culturale alte». A dirlo è Guglielmo Maria Malchiodi, fino a pochi giorni fa (è appena andato in pensione) Soprintendente di Pisa e Livorno e grande conoscitore dei problemi del nostro patrimonio. Dal Museo di San Matteo a Pisa a Villa Argentina a Viareggio, dalle residenze napoleoniche all'Elba agli Uffizi Pisani, sono tanti i progetti da lui curati. «Quando un bene appartiene a una classe o a un gruppo dominante - spiega - si trovano le risorse per mantenerlo. Se viene meno questo legame è logico che subentra l'abbandono. Tutta la nostra storia è un problema di destinazione d'uso. Non è facile far capire che la gestione di un territorio va di pari passo con la gestione di queste tracce del passato. Bisogna ricreare con esse dei legami funzionali, è questa la sfida del nostro tempo. Perché questa nostra storia può rappresentare anche una risorsa economica». Ma quali sono i modi più sicuri per recuperare i tesori di cui siamo tanto ricchi? «Sono tantissime le strade per salvare un bene. Gli interlocutori sono gli enti locali, la Regione, le associazioni di volontariato. Ogni tre anni le Soprintendenze fanno programmazioni per gli interventi da fare, poi ci sono leggi speciali, fondi europei. Facciamo un esempio: la chiesetta di San Francesco dentro la Fortezza Vecchia a Livorno. Era chiusa, conservava ancora il degrado dei bombardamenti, l'ha restaurata la Soprintendenza e l'ha riconsegnata alla curia. Si è creato un interesse a più mani». Ci sono soldi abbastanza? «No. I soldi non bastano per sopperire alle richieste di tutti. E spesso la partecipazione fra enti non è usata bene fino in fondo. A San Piero a Grado la Soprintendenza ha avuto una parte per ricostruire il campanile distrutto dai tedeschi nell'ultima guerra: tornerà come prima. Il restauro e la ricostruzione del campanile non sono fine a se stessi, quel bene diventa un punto riferimento per le persone». Non sarebbe meglio fare il possibile per mantenere un bene piuttosto che doverlo poi recuperare? «Certamente. Se tutti facessero la manutenzione non ci sarebbe bisogno di restauri». M.T.G.
PISA. L'ex soprintendente Malchiodi: I tesori del passato sono anche una risorsa economica
Guglielmo Maria Malchiodi, ex Soprintendente di Pisa e Livorno, ha espresso preoccupazioni sulla gestione dei beni culturali in Toscana. Secondo lui, quando un bene appartiene a una classe o a un gruppo dominante, si trovano le risorse per mantenerlo, ma quando questo legame si spegne, il bene viene abbandonato. Malchiodi sostiene che la gestione di un territorio va di pari passo con la gestione di queste tracce del passato e che bisogna creare legami funzionali con essi. Egli propone di recuperare i tesori della Toscana attraverso l'interazione con gli enti locali, la Regione e le associazioni di volontariato.
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