L'arcivescovo di Firenze ha deciso: don Aldo Raimondi non è più il rettore di Orsanmichele, la chiesa-museo di via Calzaioli. E' l'ultima svolta dopo i lunghi anni del contenzioso con il maestro Giuseppe Lanzetta e dopo la firma della convenzione tra Curia e soprintendenza che aveva sancito il primato del culto sugli altri usi, concerti compresi. Nuovo rettore è monsignor Giancarlo Corti, preposto del Duomo. E' la prima decisione concreta di Betori nell'ambito della riorganizzazione delle parrocchie e delle chiese delSi volta pagina a Orsanmichele, la chiesa-granaio di via Calzaioli a lungo al centro di un contenzioso tra don Aldo Raimondi e ilmaestro Giuseppe Lanzetta e della querelle tra compatibilità tra luogo di culto, museo, sede di concerti. Dopo la convezione tra Curia e soprintendenza firmata a fine anno, che dette il via libera ai concerti, ma solo di musica sacra e gratuiti, sancendo il «primato» del culto sugli altri usi, è arrivato il decreto dell'arcivescovo Giuseppe Betori che ha tolto la rettoria della chiesa a don Aldo, parroco di San Carlo dei Lombardi, e l'ha affidata al preposto del Duomo, monsignor Giancarlo Corti. Cambio della guardia Don Aldo Raimondi non sarà più rettore di Orsanmichele ma rimarrà parroco di San Carlo dei Lombardi. Al suo posto arriva monsignor Giancarlo Corti Il provvedimento, arrivato a sorpresa, incarica anche monsignor Corti di tenere una messa domenicale alle 12 in Orsanmichele. A don Raimondi l'incarico era stato affidato nel 2006 dal cardinale Ennio Antonelli. Poi, dal 2008, la lunga stagione degli scontri con il maestro Lanzetta per la realizzazione di concerti a pagamento da parte dell'Orchestra da Camera Fiorentina. La convenzione è stata voluta fortemente dall'arcivescovo Betori, con il coinvolgimento del ministero. Nel quadro del nuovo accordo, la Curia ha messo a disposizione per i concerti Santo Stefano al Ponte, chiesa sconsacrata a due passi da Ponte Vecchio, ribadendo anche che nelle chiese si può suonare solo musica «consona»; il primo e secondo piano di Orsanmichele potranno essere aperti al pubblico a cura della Soprintendenza. La decisione sulla rettoria di Orsanmichele è la prima decisione concreta presa da Betori nell'ambito della riorganizzazione delle parrocchie e delle chiese del centro che si concluderà entro l'anno. Ma, pare, non secondo le intenzioni ipotizzate inizialmente, con un accorpamento delle parrocchie del vicariato di San Giovanni che ne prevedeva la riduzione da oltre venti a sette. La ristrutturazione non sarà basata solo sul numero degli abitanti che fanno capo attualmente alle parrocchie, come qualcuno temeva. Resta ferma, invece, la volontà dell'arcivescovo di fare di alcune chiese i punti fissi di riferimento, con messe in lingua, per le più importanti comunità straniere residenti o di passaggio in città, a cominciare da quella di lingua inglese. Per mettere a punto il progetto definitivo, l'arcivescovo sta incontrando in questo periodo tutte le comunità parrocchiali del centro. Venerdì 16 aprile Betori incontrerà il consiglio pastorale di Santa Trinita, giovedì 22 sarà invece proprio a San Carlo. Solo alla fine di questo percorso si conosceranno tutte le decisioni, in una geografia diocesana che potrebbe cambiare anche parecchio. Alcune realtà conventuali, come Santa Maria Novella, San Marco e Santissima Annunziata, sembrano ad esempio sempre più in difficoltà a conciliare le proprie specifiche attività con i compiti propri di una parrocchia.