Presidente Club Unesco Caserta La colonna romana «dimenticata» davanti a una stazione e gli affreschi distrutti dall'umido: tutto quello che (forse) non vedrete mai Viaggio tra i monumenti del Casertano: tutti abbandonati A Casale e Casapesenna non solo la camorra, ma anche palazzi e chiese Ho letto, ma non ho trovato Caserta che è subito finita nel limbo delle dimenticanze insieme a Città spettacolo a Benevento o all'avellinese Festival della Filosofia. Qualche ragione ci sarà, al di là del napolimonopolismo che affligge molti. Non c'è dubbio alcuno che aver posto mano alla ristrutturazione del San Carlo è opera meritoria, come è meritorio l'impegno del Teatro Verdi di Salerno (cito a caso). Ma a Caserta non è accaduto nulla? «Ignoti» La Madonna «dimenticata» di Casapozzano e, qui a sinistra, la basilica di Santa Maria a Ventaroli, chiusa da anni senza che nessuno si preoccupi di restaurarla Non è così, pur se si è spenta la meteora (un tempo brillante) delle Leuciane, e Settembre al Borgo è sempre più scialbo nonostante la splendida cornice di Caserta Vecchia, i Teatri di pietra son volati via dalla memoria dei più con la rapidità dei fuochi fatui. È un peccato perché a ben guardare qualcosa in più è accaduto, in positivo e in negativo. Non ci sono solo canzonette o accadimenti che forse meglio andrebbero collocati sotto la degnissima voce «spettacoli», ma anche molte altre cose come, per esempio, l'apertura di tanti Musei, splendidi e abbandonati al loro destino, ma recuperabilissimi da subito alle ragioni della Bellezza: penso al Museo dell'Agro Atellano o a quello di Pietramelara, il primo sempre aperto e solitario, il secondo sempre chiuso, non so perché. Qualche giorno fa ho parlato in televisione di «emergenza beni culturali a Caserta» e molte persone mi hanno chiesto cosa intendessi dire. Cosa intendo dire? Se a Pantuliano (frazione di Pastorano) c'è una cappella con splendidi affreschi quattrocenteschi che stanno scomparendo per l'umidità e la sciatteria di chi non si cura di trovare i pochi soldi necessari, penso che dobbiamo parlare di emergenza. Se la superba Basilica di Santa Maria in Foro Claudio (V secolo) a Ventaroli è chiusa da anni senza che nessuno si curi di portare a termine i restauri e i necessari scavi del sito intorno, dobbiamo parlare di emergenza, la stessa che invochiamo per la bellissima e dimenticata Madonna di Casapozzano a Orta di Atella (secoli XIV-XV). Se qualcuno a Napoli decide di fare una grande discarica fra la Reggia di Carditello e Santa Maria la Fossa, ci dobbiamo preoccupare non solo per Carditello, ma anche perché nel paesino accanto c'è una Chiesa ricca di eleganti affreschi medievali. Cultura sono i Festival, d'accordo, ma anche, che so?, l'immenso lavoro pittorico di Teodoro d'Errico a Santa Maria a Vico (sopravviverà all'incuria dopo più di 400 anni?). La «monnezza» è anche questo: negazione dei Beni culturali, oltreché ambientali e paesaggistici, del nostro territorio. La camorra è anche negazione dell'immenso patrimonio storico-artistico di luoghi che hanno migliaia di anni di storia: nessuno sembra più voler ricordare che Casapesenna ospita un immenso palazzo baronale tutto da restaurare, che Palazzo Mormile a Carinaro (secoli XVIII) sta perdendo gli ultimi suoi affreschi, che il territorio tutto non è uno scatolone dove infilare tante palazzinette anonime, che Casal di Principe ha bisogno di riaffermare che qui la Chiesa Madre risale al Cinquecento e conserva una bella tavola di Federico Maldarelli, la venerata Vergine SS. Preziosa (1725), che Villa Literno, oltrechè una bella colonna romana proveniente forse dalla villa di Scipione («dimenticata» nel piazzale della stazione) ha anche una bella Chiesa seicentesca. Tutta l'area ha bisogno di un Museo del Territorio per ricostruire la propria identità lacerata dalla bruttezza morale e urbanistica. Mi fermo perché qui come altrove l'elenco potrebbe essere lungo, anche se più che doglianze le mie sono speranze, grandi opportunità che si aprono davanti a noi. Sempreché, e qui riprendo l'appello di Monteleone, i nuovi «vincitori» vogliano ricordarsi che anche queste sono necessità primarie.
CAMPANIA - Basiliche chiuse e musei vuoti Ecco la mappa dell'arte negata
Il testo descrive la situazione dei monumenti e dei beni culturali nel Casertano, che sembrano essere stati dimenticati e abbandonati. Il testatore parla di canzonette e accadimenti che potrebbero essere collocati sotto la voce spettacoli, ma anche di molte altre cose come l'apertura di tanti musei abbandonati e recuperabili. Il testatore invoca l'attenzione su casi specifici come la cappella di Pantuliano, la basilica di Santa Maria in Foro Claudio e la Madonna di Casapozzano, che sono state chiusi o abbandonati senza restauri o scavi necessari.
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