Domani e il 9 allAuditorium la conferenza con le archistar: da Piano a Calatrava, da Hadid a Krier Lappello di Fuksas alla vigilia del summit sullUrbanistica Più infrastrutture, maggiori collegamenti tra le periferie e la costruzione di nuovi edifici, senza distruggere lAgro romano e progettando anche vari tipi di servizi, arredi urbani di qualità e spazi sociali. La ricetta per lurbanizzazione futura di Roma arriva da Massimiliano Fuksas, una delle archistar che domani e venerdì parteciperanno al convegno organizzato dal Comune allAuditorium e a cui interverranno anche Renzo Piano, Richard Meier, Zaha Hadid e Santiago Calatrava. Un workshop di due giorni per discutere dei possibili sviluppi del centro e della periferia della Capitale. «E a Roma - annuncia larchitetto Fuksas - mi piacerebbe costruire uno stadio del rock». "Io Fuksas, archistar contro sogno un grande stadio del rock" "Il progetto più urgente? Case, ma senza distruggere lAgro romano" il futuro di Roma è nello sviluppo delle periferie. Nel potenziamento delle infrastrutture, ma anche nella realizzazione di nuovi edifici intesi come "micro-quartieri", sfruttando gli spazi senza devastare lAgro romano e costruendo un grande stadio del rock. Sono alcune delle idee che Massimiliano Fuksas, architetto romano di fama internazionale, esporrà domani e venerdì al summit delle archistar organizzato dal Campidoglio allAuditorium nellambito del Progetto Millennium. Un tavolo di confronto convocato dal sindaco Alemanno per discutere della riqualificazione e sviluppo della città storica e delle zone periferiche, a cui parteciperanno, tra gli altri, Renzo Piano, Santiago Calatrava, Zaha Hadid, Richard Meier, Leon Krier, Richard Burdett e Peter Calthorpe. «Il dato da cui bisogna partire - dice Massimiliano Fuksas - è che nel centro storico vivono solo 127 mila residenti, mentre è nei dintorni, nelle periferie, che vivono ormai oltre due milioni di persone. Questo significa - prosegue Fuksas - che non è più pensabile uno sviluppo radiocentrico della città». Per larchistar che ha progettato la "Nuvola", il nuovo Palazzo dei Congressi dellEur, attualmente in costruzione, è indispensabile «investire sui collegamenti tra periferie, creando nuove linee della metro e dei tram, ma anche realizzando più collegamenti con laeroporto di Fiumicino e la stazione Tiburtina dellAlta Velocità». Massimiliano Fuksas (che parteciperà al convegno «a titolo gratuito» ed è comunque pronto a «devolvere eventuali compensi alla Fondazione Veronesi») concentrerà poi lattenzione, sullemergenza abitativa. «Non è acquistando case dai costruttori che si risolve il problema, né continuando a massacrare lAgro romano con nuove costruzioni - precisa Fuksas - quei terreni sono stati già sfruttati fin troppo. Bisogna pensare a lungo termine, non secondo i criteri dellemergenza. È necessario coniugare lo sviluppo urbanistico con quello architettonico, sfruttando i vuoti delle periferie e realizzando, ad esempio a Tor Bella Monaca, dei quartieri che ai palazzi associno adeguati arredi urbani, parchi, biblioteche e negozi». Quindi, il sogno dellarchistar per Roma. «Nella Capitale manca un grande stadio per il rock - dice Massimiliano Fuksas - e vorrei che il Comune mettesse a bando la creazione di uno "Zenit", strutture presenti in molti parti del mondo, dai costi esigui e in grado di ospitare concerti con 12 mila spettatori».