La delusione di chi ha visitato la città a Pasqua: "Ascoli potrebbe dare di più" Ascoli Il periodo pasquale termina in attivo in fatto di presenze, ma non mancano le polemiche. Ad essere sul banco degli imputati sono i beni culturali, secondo i visitatori giunti domenica e lunedì scorsi nel capoluogo piceno, sottratti in massa all'interesse dei tanti turisti. Molte comitive di gitanti, infatti, hanno fatto tappa ad Ascoli per Pasqua, motivando la propria scelta proprio in virtù della connotazione storico-artistica delle cento torri. Enorme la delusione, quindi, nel momento in cui gli ospiti hanno dovuto constatare che la maggior parte delle chiese della città fosse chiusa al pubblico. A parte il Duomo e San Francesco, tutti i più caratteristici edifici religiosi del centro storico sono stati trovati sbarrati di fronte alla curiosità del pubblico. A questo bisogna aggiungere che una parte cospicua dei turisti fosse motivata dal vedere anche alcuni fiori all'occhiello del patrimonio monumentale ascolano, resi famosi negli ultimi anni fuori dai confini locali attraverso l'operato dei mass media, grazie alle stagioni teatrali e all'impegno del Fai, Fondo Ambiente Italiano: come il Ventidio Basso e il Forte Malatesta, anch'essi non disponibili per l'occasione. "Per fortuna abbiamo visto la Pinacoteca e il Meletti. ma esiste una cultura turistica qui?" hanno tuonato severi i componenti di una comitiva proveniente da Lucca, giunta in città armata di una mappa dettagliata delle chiese romaniche prestata da amici che avevano preso parte ad un giro itinerante turistico la scorsa estate proprio ad Ascoli. "Non pensavamo che proprio a Pasqua avremmo trovato le porte sbarrate delle chiese" hanno aggiunto, lamentandosi per aver trovato anche un museo di piazza Arringo chiuso nel pomeriggio del lunedì dell'Angelo. "Tutti mi parlano del Ventidio Basso e io invece me ne andrò da qui senza averlo ammirato" ha spiegato con grande delusione Lorenzo Farnese di Roma, che domenica scorsa ha tentato invano di entrare all'interno del Massimo cittadino. "Mi dispiace ma non potremo certo parlare bene della vostra città" ha puntualizzato indispettita la signora Maria Luisa Esposito di Sorrento, rimasta male per non aver potuto usufruire di un altro luogo fortemente pubblicizzato dalle cronache nazionali in occasione delle recenti giornate del Fai, il ponte di Cecco. "Siamo riusciti ad ammirare la ceramica, le fantastiche piazze e mangiato il vostro tradizionale fritto misto: scusate, ma potete fare molto di più!" ha concluso un gruppo di visitatori residenti nel Pesarese, comunque complimentandosi dello straordinario potenziale che offre Ascoli, luogo marchigiano di cui non sempre la regione si fregia. filippo ferretti,
ASCOLI. Monumenti sigillati, turisti furiosi
La città di Ascoli, in provincia di Pesaro e Urbino, ha ricevuto molte visite durante il periodo pasquale, ma molti turisti sono stati delusi per la mancanza di accesso alle chiese e ai monumenti storici. Molti dei visitatori erano motivati dalla curiosità di vedere i fiori all'occhiello del patrimonio monumentale ascolano, come il Ventidio Basso e il Forte Malatesta, che erano chiusi al pubblico. Alcuni visitatori hanno anche lamentato la mancanza di accesso al museo di piazza Arringo e al Massimo cittadino. I visitatori hanno espresso la loro delusione e hanno chiesto di sapere come la città potrebbe fare di più per attirare i turisti.
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