Centoquaranta opere d'arte da adottare provenienti dalle chiese danneggiate dal sisma dello scorso 6 aprile all'Aquila ora ospitate dai Musei Vaticani ed esposte, insieme ad altre 40 già restaurate, nella mostra La memoria e la speranza. Tra queste ultime anche la Madonna con Bambino di Saturnino Gatti danneggiata durante la mostra del G8 e restaurata dall'istituto Superiore del Restauro a spese del ministero dei Beni culturali. Un'operazione - spiega Sante Guido, uno degli organizzatori - che serve a raccogliere fondi per questo abbiamo voluto risparmiare anche sull'allestimento usandone uno preesistente. Sono opere 'adottabili', tutti possono sceglierne una dal catalogo. Si tratta di oggetti che provengono dalla cattedrale de L'Aquila, dall'Abbazia di Santa Maria di Collemaggio, dal Convento di San Giuliano dal 1415 prima sede abruzzese del Movimento dell'Osservanza diffuso da San Bernardino da Siena, dal Convento e dalla Basilica di San Bernardino. Sono esposti, pissidi, ostensori, turiboli, calici e ampolline, croci processionali, reliquie, uno stendardo con l'effige di San Francesco d'Assisi; tutto il corredo dei ministri per celebrare i riti della chiesa cattolica. La mostra si conclude con un filmato sulle chiese de L'Aquila, come erano e come sono adesso dopo il terremoto, che termina con la Messa celebrata da monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo del capoluogo abruzzese, all'interno della chiesa dell'Anime Sante, chiesa diventata il simbolo della devastazione dello scorso 6 aprile. Sono opere d'arte che a noi aquilani ricordano la nostra storia civile ma soprattutto quella religiosa - spiega monsignor Molinari - Una storia fatta di fede. Tutti in questa triste occasione del terremoto hanno ammirato il popolo abruzzese per la dignità e la fede che hanno dimostrato. Questa mostra ci fa capire che non siamo soli e che saremo aiutati a ricostruire la nostra città. La mostra, che rimarrà fino al 31 maggio ai Musei Vaticani, sarà visitata da circa 18.120 mila persone che ogni giorno in occasione delle vacanze pasquali si recheranno presso i musei. Ognuno di loro potrà indicare l'opera da adottare e quindi da recuperare. È bello che le opere religiose dell'Aquila vengano dentro la sede della Chiesa Universale - afferma Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani-. Le arti minori sono quelle che normalmente si perdono, rimangono archiviate fino ad offuscarsi perdendosi così il tessuto connettivo di un popolo. Certo le tele importanti, le opere più prestigiose verranno sicuramente restaurate ma chi provvederà a queste minute testimonianze religiose della storia di un popolo? . E consolante vedere come queste opere in mostra abbiano lasciato le sedi in cui erano state accolte dopo il terremoto per essere ospitate tra le braccia di questo museo, riflette Anna Imponente che all'epoca del sisma era sovrintendente dell'Aquila, fu lei a scoprire la catastrofe la mattina seguente a quella terribile notte: Sono bastati pochi secondi - dice - per smembrare intere collezioni . Un evento sorprendentemente analogo a quello del 1703 - afferma Anna Maria Reggiani, sovrintendente regionale d'Abruzzo -. Questo dimostra come sia stato fatto poco per la prevenzione. Se nei decenni passati si fosse messa in pratica una politica più oculala - aggiunge - ci saremmo risparmiati tanti dolori . L'Italia - aggiunge Reggiani - non aveva avuto dimestichezza con il territorio abruzzese fino al giorno del terremoto. In questa triste occasione invece, tutti hanno conosciuto il popolo abruzzese, le sue opere d'arte, le potenzialità del territorio. Ora è necessario che questa comunità, attaccata alla sua terra e alle sue radici, si apra al resto del mondo per potersi ricostruire. Da qui il senso ed il valore di questa mostra che darà visibilità le opere abruzzesi a tutti i visitatori di questo museo. Intanto, per il futuro - conclude - tutti stiamo cercando di portare l'Aquila alla bellezza precedente.
L'AQUILA - La memoria e la speranza
La mostra "La memoria e la speranza" è stata organizzata dai Musei Vaticani per esporre 100 opere d'arte provenienti dalle chiese danneggiate dal sisma dello scorso 6 aprile all'Aquila. Le opere includono oggetti religiosi come reliquie, ostensori e croci processionali, provenienti dalle chiese di L'Aquila, Collemaggio, San Giuliano e San Bernardino. La mostra si conclude con un filmato sulle chiese de L'Aquila prima e dopo il terremoto. Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, ha sottolineato l'importanza di conservare le arti minori, come le opere religiose, che spesso vengono perse. La mostra sarà visitata da circa 18.
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