Se è vero che l'archeologia è una scienza concava, allora al suo interno, oltre all'interdisciplinarietà tra storia, epigrafia, ceramografia o filologia, c'è anche una fortissima componente estetica. Nel senso, cioè, che al di là del rigore scientifico della metodologia vera e propria, c'è un aspetto, per così dire, onirico: la possibilità di chiudere gli occhi e far parlare le pietre, ascoltare racconti antichi di millenni, scorgere balenii di scudi e di cimieri, intravedere nei mare color cobalto, arditi marinai che qui, da noi, sono approdati all'alba della civiltà. Luoghi di studio, perciò, ma anche di sogno e di recupero delle antiche radici, in una terra, la nostra, forse ora amara, ma di nobilissimi ascendenti. E quale luogo migliore per questo viaggio nell'anima, del Parco Archeologico di Saturo, dipinto su un promontorio nel cuore dello lonio, nella marina di Leporano? Lo stesso che, appena tre anni fa, era luogo di vandali e di saccheggiatori e la cui sorte sembrava destinata alle macerie dell'oblio, ma che ora il Ministero dei Beni Culturali ha inserito tra i Poli Museali di Eccellenza, grazie, principalmente, ad un progetto ideato e redatto dalla Cooperativa Polisviluppo su commissione di Invitalia. Questa cooperativa, che gestisce l'area da circa tre anni, ha ben motivo di inorgoglirsi per questa decisione ministeriale, che riconosce finalmente i meriti di un lavoro oscuro, faticoso, spesso contrastato, ma che fa premio alla grande professionalità di un gruppo di archeologi ai loro sforzi e ai considerevoli impegni economici. Basta, del resto, dare un'occhiata a profilo aperto dalla stessa cooperativa sul social network Facebook, per rendersi conto di come sia stata superata abbondantemente la soglia dei cinquemila contatti, con agenzie, musei e parchi archeologici di tutto il mondo e con turisti italiani e stranieri che oggi chiedono informazioni su come arrivare a Taranto ed al Parco Saturo. E molti sono già arrivati la scorsa estate, con circa cinquemila visitatori che hanno varcato la soglia di questo splendido parco archeologico e che, a breve potrebbe subire un'autentica rivoluzione di restauro, in virtù proprio di questo progetto. Nelle more, tuttavia, è tutto un fiorire di iniziative. Una nuova, entusiasmante ed alternativa offerta turistica che va ad arricchire l'opera di promozione di un territorio, quello tarantino, che merita un posto di gran rilievo tra le mete turistiche del mezzogiorno. La Polisviluppo, infatti, in collaborazione con la Discovery Sail, azienda tarantina che opera nel settore del turismo velico, offre un suggestivo viaggio in barca a vela attraverso la storia delle origini della colonia spartana di Taranto. E' come ripercorrere le orme dell'Ecista, Falanto, quando, partito con una flotta da Sparta solcando le acque del mar Mediterraneo, sbarcò nell'area di Saturo, per poi andare a fondare la colonia di Taranto.
TARANTO - Funziona il progetto ideato dalla Cooperativa Polisviluppo su commissione di Invitala Viaggio nel parco archeologico di Saturo: tre anni fa preda di vandali, oggi polo d'eccéllenza.
Il Parco Archeologico di Saturo, situato nel cuore dello lonio, nella marina di Leporano, è stato inserito tra i Poli Museali di Eccellenza dal Ministero dei Beni Culturali grazie a un progetto ideato e redatto dalla Cooperativa Polisviluppo. Questo riconoscimento riconosce i meriti di un lavoro oscuro e faticoso, ma che ha superato la soglia dei cinquemila contatti con agenzie, musei e parchi archeologici di tutto il mondo. Il parco archeologico ha già ricevuto circa cinquemila visitatori la scorsa estate e potrebbe subire un'autentica rivoluzione di restauro grazie a questo progetto.
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