Quello dell'Arco della Pace sarà smontato del tutto intorno a metà maggio, dopo sedici anni di cantiere a intermittenza, il fallimento di uno sponsor che ha lasciato uno scoperto di 300 mila euro e un esborso di 700 mila da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac) per l'ultima parte del restauro, durata due anni e mezzo, che sarà completata a fine mese, con venti lune di ritardo. Nel frattempo, il ponteggio di piazza Sempione è stato riconvertito in albergo dai senzatetto cinesi: la scorsa settimana la Polizia locale ne ha scoperti 18 accampati sui ponteggi adibiti a lettini. Il vicesindaco Riccardo De Corato ha chiesto immediatamente cesate più alte per impedire l'ingresso agli inquilini abusivi. Il soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici Alberto Artioli ha allargato le braccia: più volte i suoi uffici avevano segnalato alle forze dell'ordine il problema, non era neanche il primo sgombero ma nulla hanno potuto né il servizio di vigilanza né la macchina dei «ghisa» spesso appostata proprio lì davanti. La situazione si risolverà con l'eliminazione delle impalcature. Più incerto il destino di altri due «cubi» sopravvissuti a un altro restauro sponsorizzato. Il ramo milanese della sfortunata operazione «Progetto monumenti Italia», prevista da una convenzione firmata nel 2007 dal Mibac con la ditta Impredcost per realizzare in tutto lo Stivale restauri a costo zero per lo Stato in cambio delle autorizzazioni a vendere la pubblicità sui ponteggi. La convenzione, congelata per mesi l'anno scorso a causa di una revisione aperta dal Ministero dopo le proteste delle concessionarie escluse, è scaduta lo scorso 27 marzo. Dei dieci monumenti commissionati dal Comune di Milano ne sono stati completati solo tre: la statua di Cesare Correnti in piazza della Resistenza partigiana, quella ai caduti del Musocco in piazza Santorre di Santa Rosa e la colonna di la polizia di piazza Duca d'Aosta e la fontana di San Francesco in piazza Sant'Angelo. Gli ultimi due sono ancora prigionieri delle impalcature, prive di pubblicità. Si tratta della statua di Garibaldi in largo Cairoli - restauro interrotto già prima della scorsa estate perché fessurazioni inattese nel basamento avevano imposto indagini più approfondite - e del monumento di Aldo Rossi a Pertini in via della Croce Rossa, in pieno quadrilatero della moda. A febbraio il Comune ha vinto contro la Impredcost che aveva fatto ricorso al Tar dopo essersi vista negare nuove autorizzazioni alla pubblicità. Il giorno 24, ventesimo anniversario della morte di Sandro Pertini, i socialisti hanno protestato per la clausura forzata imposta al monumento del presidente partigiano in un cantiere inoperoso. Per i sette monumenti mancanti la strada, ha indicato l'assessore all'Arredo e decoro urbano Maurizio Cadeo, è quella di nuovi bandi, possibilmente intercettando sponsor a costo zero che completino l'opera. Intanto il Comune ha intimato alla ditta di smontare i ponteggi. Che ieri erano ancora lì.