Gli spazi pubblicitari pagano i restauri. Le sfilate i computer, i pavimenti, un bancone per ricevere chi va a consultare i documenti. I cordoni della borsa ministeriale si stringono, e per gli extra si torna al baratto: funziona così in via Senato, e Maria Barbara Bertini, direttrice dell'Archivio di Stato di Milano dal dicembre 1997, lo rivendica candidamente. Tanto da aver programmato, per il 23 aprile, una giornata d'apertura in occasione della Settimana della cultura per fare il punto sulla situazione dei lavori e su un'arte di arrangiarsi che a Milano ha fatto scuola. Il sistema «Giriamo Le fatture agli stilisti. O così o si resta ad aspettare finanziamenti che non arrivano mai». Perché ci vuole uno sponsor per restaurare il Palazzo del Senato? «Sono loro che si sono offerti. E per noi è stata una boccata d'aria, perché i cantieri degli anni passati, pagati dal Ministero, sono durati anni proprio a causa dei problemi nei finanziamenti». Ad esempio? «Un bunker realizzato per custodire la documentazione archivistica delle amministrazioni periferiche, che era finanziato con i contributi statali gioco del lotto e lavori pubblici (quelli previsti dalla legge Veltroni, ndr)». E cosa è successo? «L'ultimo è arrivato a fine 2009, tagliato del 30. Non solo a noi, a tutti. E i lavori si sono conclusi al 70». Di cosa parlerete il 23 aprile? «Di questa situazione in cui tutto si sta bloccando. O ti siedi e aspetti o ti dai da fare in tutti i modi previsti dalla legge per trovare i finanziamenti. In questo, noi siamo stati un po' pionieri». In che senso? «Nel cogliere la possibilità concessa dall'articolo 106 del Codice dei Beni culturali. Siamo privilegiati, avendo questo posto a due passi dal quadrilatero della moda. Abbiamo cominciato con le sfilate, e adesso anche la Direzione regionale dei Beni culturali affitta Palazzo Litta agli stilisti». E loro pagano il Ministero? «Nel nostro caso, ci pagano in beni e servizi». Cosa vuoI dire? «Giriamo le fatture direttamente alle case di moda, fino all'importo stabilito». Qualche «bene o servizio» pagato dagli stilisti? «I computer. Un nuovo pavimento per il secondo cortile, che si allagava. Il portone, che stava crollando. Il bancone per la sala di studio. Parte del lavoro per mettere gli inventari sul sito. Tutto sotto controllo: rendiamo conto alla Direzione regionale. Non sono cifre enormi, ma cose che servono, e che farsi finanziare dal Ministero sarebbe quantomeno lungo». Nuovi progetti? «La sala affrescata ospiterà la scuola di archivistica, paleografia e diplomatica. Due pomeriggi a settimana, da novembre a maggio. Il resto del tempo lo spazio potrebbe essere affittato a privati, per convegni e conferenze».
MILANO La direttrice: Dai cartelloni alle sfilate Qui ci arrangiamo ricorrendo al baratto.
Il Palazzo del Senato a Milano è stato restaurato grazie ai contributi di alcuni sponsor, tra cui gli stilisti che affittano lo spazio per le loro sfilate. La direttrice dell'Archivio di Stato di Milano, Maria Barbara Bertini, ha programmato una giornata d'apertura per il 23 aprile per discutere della situazione dei lavori e dell'arte di arrangiarsi per ottenere finanziamenti. I lavori precedenti, finanziati dal Ministero, sono stati bloccati a causa dei problemi nei finanziamenti. L'Archivio di Stato ha utilizzato l'articolo 106 del Codice dei Beni culturali per ottenere finanziamenti, pagando direttamente gli stilisti per i servizi e i beni forniti.
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