Ponteggi, non il massimo del design. Quando l'architettura tubolare maschera per anni i monumenti e i beni culturali di una città, qualcuno dovrebbe porsi il problema. Anche dopo qualche mese, se è per questo. Il Palazzo del Senato, con il Palazzo e la Villa Reale è uno dei pochi segni del potere e del passato di Milano. Che poi ospiti l'Archivio di Stato e il suo cortile stimolanti serate di musica, letture e poesia, non guasta. Anzi. Ma non ci sono fondi pubblici e chi amministra deve arrangiarsi con affitti e sponsor: non ce ne scandalizziamo, ma non è cosa da manager della pubblica amministrazione, credo. Siamo allo sfascio? Benissimo. Attrezziamoci mettendo gli spazi sul mercato. Non è il momento economico migliore, ma è un lavoro che il terziario milanese conosce benissimo,fra marketing, comunicazione e pubblicità. Rendere questa città di nuovo presentabile a chi ci abita e a chi viene da fuori, senza aspettare l'Expo, è un impegno non rinviabile, come i cantieri aperti, le periferie abbandonate, lo sporco e la sciatteria degli arredi urbani. Un impresa titanica per chi ha lasciato precipitare quasi tutto nel degrado più o meno trendy. Sotto la moda, il design, la cultura e i ponteggi si nasconde il nulla. Da anni.
MILANO - Certi cantieri sono un insulto alla città del design
Il Palazzo del Senato, insieme al Palazzo e alla Villa Reale, è uno dei pochi segni del potere e del passato di Milano. L'archivio di Stato e il suo cortile sono un'attrazione culturale. Tuttavia, l'amministrazione pubblica non ha fondi per mantenere gli spazi e deve affidarsi ad affitti e sponsorizzazioni. Questo porta a una situazione di sfascio. La città dovrebbe investire nel design e nella presentabilità, come ad esempio rendere gli spazi pubblici più attraenti e puliti. Ciò richiederebbe un impegno significativo, ma è necessario per ripristinare la città e renderla più attraente per i residenti e i visitatori.
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