Una sala sotterranea, in un luogo segreto a cui si accede scendendo per due rampe di scale e superando due porte blindate. Qui convergono le immagini delle duemila telecamere installate dal Comune per tutelare musei, piazze, aree archeologiche, ville e parchi storici, ma anche la pubblica sicurezza. Alla fine del 2004 saranno più di cento i siti controllati, 24 ore su 24, da otto operatori e quattro tecnici collegati direttamente con i vigili urbani e le forze dell'ordine. «Uno sforzo notevole, che dimostra il salto di qualità dell'amministrazione», dice l'assessore capitolino ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro. «Gli atti vandalici contro i siti controllati sono calati del 99,9», aggiunge l'assessore alla cultura Giarmi Borgna. Nel centro di Roma, intanto, ci sono anche 25 nuove telecamere installate dalla Questura, in accordo con il Municipio I, e quelle della Sta, che controllano i varchi d'accesso alla Ztl. Per accedere all'antro del Grande Fratello, che controlla Roma 24 ore su 24, si deve scendere per due rampe di scale. In un luogo, sorvegliato da guardie giurate, che il Comune mantiene segreto per motivi di sicurezza. Quindi bisogna percorrere un corridoio lungo 20 metri e superare due porte blindate: una con un citofono, l'altra con un a tastiera tipo Bancomat, su cui va composta una pas-sword, cambiata continuamente. All'interno una scenografia degna di George Orwell. Venti monitor a colori e in bianco e nero, con dietro una lunga scrivania occupata da computer e uno schermo al plasma. In un video si scorge un bambino che cammina sul bordo della fontana dei Fiumi di piazza Navona: subito scatta l'allarme. Lo stesso poco dopo, quando un visitatore dei Musei Capitolini si sporge troppo. Da questa sala avveniristica otto operatori e quattro tecnici tutelano musei, aree archeologi-che, ville, piazze e parchi storici. Alla fine del 2004 saranno più di cento i siti controllati, razie agli investimenti del Campidoglio per il triennio 2003-2005: 6 milioni di euro per la manutenzione e 4,8 per nuovi impianti. «È uno sforzo tecnico e finanziario importante - spiega l'assessore capitolino ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro - ma strategicamente decisivo per la città. Dimostra il salto di qualità dell'amministrazione in questo campo». Sono duemila le telecamere, collegate con la sala di monitoraggio e i videoregistratori da linee Isdn e dalle modernissìme Cdn. Guidano la struttura il direttore Enrico Eliseo e il responsabile Bernardino Gettili, collegati al XII dipartimento, diretto da Lucia Conti. Le telecamere sono dotate del dispositivo motion detector che, con le variazioni di colore e di volume, controlla ogni movimento delle persone, riconoscendo i semplici gesti inconsapevoli e i possibili atti criminosi. In quest'ultimo caso scatta l'allarme e l'immagine del particolare sospetto si ingrandisce sui monitor degli operatori, direttamente collegati con vigili urbani e forze dell'ordine. Agli occhi elettronici non è sfuggito nemmeno Luciano Liboni, immortalato in via Petroselli prima di morire. Tanti i siti controllati: dalla Fontana di Trevi ai Musei Capitolini, da piazza Navona al Colosseo. E monumenti statali, come le statue del Canova. Entro il 2004 si aggiungeranno piazza della Rotonda, Colonna Antonina e Gianicolo. «Gli atti vandalici contro tutti i siti sotto controllo sono diminuiti del 99,9 per cento sottolinea l'assessore alla cultura Gianni Borgna -e nemmeno un sasso sparisce più dal Foro». Della pianificazione fa parte anche il Pincio. In sei mesi, a partire dall'autunno, saranno attivate 19 telecamere e cinque videoregistratori digitali, per circa cinquecentomila euro.
Duemila occhi sui tesori di Roma
Il Comune di Roma ha installato una sala sotterranea con 2.000 telecamere per controllare musei, piazze, aree archeologiche, ville e parchi storici. La sala è collegata con vigili urbani e forze dell'ordine e controlla 100 siti. Gli atti vandalici sono calati del 99,9%. Il Comune ha investito 6 milioni di euro per la manutenzione e 4,8 milioni per nuovi impianti. La struttura è guidata da Enrico Eliseo e Bernardino Gettili. Le telecamere sono dotate di dispositivo motion detector che riconosce i movimenti delle persone e scatta l'allarme in caso di atti criminosi.
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