Di milanesi in città durante il ponte pasquale, ne sono rimasti davvero pochi. Di turisti, in particolare dall'hinterland e da altri luoghi della Lombardia, ne sono invece arrivati tantissimi, complice la prima vera giornata di primavera con il termometro intorno ai venti gradi. Per tutti, in ogni caso, un giretto in quel di Brera è quasi d'obbligo. Anche perché la pinacoteca ha rischiato di rimanere chiusa, per colpa del pignoramento per 32 milioni di euro dei fondi che alimentano gli istituti culturali milanesi su iniziativa di un privato contro il quale il Ministero ha presentato un esposto. Solo la promessa che Roma provvederà alle spese ha convinto in extremis i lavoratori a fare gli straordinari. E i commercianti stavolta hanno raccolto l'appello del commissario Mario Resca: al contrario del resto del centro, nel quartiere degli artisti negozi e locali erano aperti. Così, fra le stradine una folla di persone passeggia senza fretta. E davanti alla pinacoteca c'è un via vai continuo di gente: gruppi numerosi, di cinque, dieci e qualcuno di venti. «Non abbiamo mai visto la collezione lesi e oggi abbiamo deciso di approfittarne», ci spiegano quattro ragazze, studentesse all'Università di Bergamo. Sono appassionate di arte contemporanea. E quella collezione, donata dalla famiglia lesi, fa al caso loro: vanta pitture e sculture del ventesimo secolo, fra cui il celebre quadro del simbolista Odilon Redon. Ma c'è anche chi, un po' più avanti con l'età, si butta sui classici: «E molto tempo che non vedo Il Cristo morto di Mantegna e La cena in Emmaus di Caravaggio. Abitiamo vicini raccontano due coniugi che vengono da Como ma non troviamo mai il tempo. Questa bella giornata ci ha invogliato». Di famiglie, che passano la Pasquetta nel quartiere degli artisti, ce ne sono poche. Di coppie moltissime, di tutte le età. GLI ADULTI VANNO SUL SICURO, scegliendo quei tesori di cui la pinacoteca è piena: da Bellini a Tintoretto, fino ai maestri del più che pregevole Seicento lombardo. I più giovani, oltre alla citata collezione lesi, visitano una mostra di video art, allestita dagli studenti in un'aula al pian terreno e pubblicizzata dentro l'accademia con grandi manifesti: si tratta di immagini, lavorate e modificate al computer, che vengono proiettate come giochi di luce sulle pareti. Brera è affollatissima anche fuori, in strada e nei locali. I gestori li hanno tenuti aperti, forse sapendo che sarebbe stata una bella occasione di guadagno o forse fidandosi del meteo. In ogni caso, bar e ristoranti lavorano tanto. E la stessa cosa si può dire per i negozi, soprattutto le super gettonate librerie, come pure le botteghe di artigianato, quelle di souvenir e le gallerie. «Siamo venuti per la pinacoteca spiega un gruppo di amici ma poi, dopo aver nutrito lo spirito, ci stanno due chiacchiere al bar e un po' di shopping. Un paio d'ore al massimo, prima di fare ritorno a Pavia». Con il calar del sole, e anche della temperatura, decisamente sopra la media stagionale, torna la calma. Non troppa, perché i locali sono già pronti per l'aperitivo e si preparano al movimento serale e notturno. Il quartiere degli artisti, nel giorno dell'Angelo, sembra aver sbaragliato la concorrenza.
MILANO Brera aperta in extremis, anche i bar la seguono. La pinacoteca ha rischiato di rimanere chiusa per il pignoramento di 32 milioni di euro.
Il quartiere degli artisti di Milano è affollato durante il ponte pasquale, con molti turisti e locali che visitano la pinacoteca. La galleria è stata aperta grazie alla promessa del Ministero di provvedere alle spese. I commercianti e i locali hanno aperto i negozi e i bar, e la zona è piena di gente. Le persone visitano la pinacoteca, che ospita una collezione di arte contemporanea e classica, e anche una mostra di video art. La zona è affollata anche fuori, con molti locali che si riuniscono per chiacchiere e shopping. Il calar del sole e della temperatura porta la calma, ma i locali sono già pronti per l'aperitivo e il movimento serale.
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