Gentile Direttore, nel 1751 Luigi Vanvitelli presentò il progetto della Reggia di Caserta al Re Carlo di Spagna, rifacendosi così alla famosa Versailles, anch'essa poco lontana dalla Capitale. Ieri mi sono recato appunto a Caserta, nella Reggia, per lavoro e si respirava effettivamente un aria francese.. quante analogie, qualcosa di strepitoso! o trovato solo piccole differenze ma semplicemente quisquiglie, pinzellacchere! I giardini dai mille colori di Versailles non sono nulla ai mille colori di quelli di Casetta: luccicanti, metallici e pubbllcizzati dalla pepsi o dalla scottex, il tutto costeggiato dai colori delle varie etnie che palesemente vendono di tutto di più! All'interno potete scorgere, come a Versailles, lunghe code al botteghino di turisti venuti da tutte le parti del mondo, ma in più nella Reggia, tengono loro compagnia: decine di abusivi che pubbllcizzano il proprio e arricchito campionario, esposto anche all'interno dell'office della struttura! All'interno, nemmeno dieci passi dopo, ad ambo i lati: due straordinari cortiletti che ricordano lo stile parigino! Ma il tocco nostrano è stato di inserirci, come d'esperienza passata in Piazza Plebiscito a Napoli, decine e decine e decine di macchine del personale parcheggiate ordinatamente a spina e pesce! Salendo si possono scorgere le donne delle pulizie che con mazze e scope si divincolano tra gli ospiti. Direttore, si fidi, tranne queste piccole cose, sembra proprio di respirare un aria francese... e se si trattiene qualche minuto in più in coda al botteghino, sentirà parecchi francesismi degli scugnizzi che entrano ed escono con le loro sfavillanti biciclette.