(AGI) - Isernia, 5 apr. - L'area del paleolitico di Isernia ed il sito di S. Vincenzo al Volturno chiusi a Pasqua e Pasquetta. Lo denuncia il segretario regionale della Uil Bac Molise, Emilio Izzi in una lettera inviata al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi ed ai vertici della Soprintendenza. Per protestare contro le "scellerate linee di condotta della dirigenza dei beni culturali" Izzi preannuncia che sara' presente nell'abbazia medioevale di S. Vincenzo per accogliere e fare da "guida" ai tanti turisti, in sostituzione degli addetti. "Anche se in questa regione - sostiene il sindacalista - le nefandezze nel settore dei beni culturali non fanno piu' notizia ne senso a nessuno, rimane sempre qualcosa che getta nuovo sconcerto! Miliardi spesi senza nessun tornaconto, musei in costruzione che non vedono la fine, denunce e querele all ordine del giorno, inquirenti al lavoro senza apparente riscontro e chi piu' ne ha ne metta. Quando nell'intera nazione, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, i riflettori si accendono in modo particolare sui siti culturali, in questa regione, a causa di pressapochismo, noncuranza e mancanza di lucidita' gestionale due tra i piu' importanti siti archeologici resteranno chiusi". Ma i problemi del patromonio storico molisano non finisco qua perche', secondo l'esponente della Uil Bac, "grazie al progetto coraggioso dei Cantieri Aperti , sono chiusi anche tanti altri siti come i castelli di Bagnoli, Castropignano e Civitacampomarano, villa Zappone di Larino" e nonostante questo si e' avuto un incremento di visitatori del 120 per cento, grazie "al sacrificio ed al senso del dovere dei funzionari". (AGI) Dpg
PASQUETTA: UIL MOLISE, MUSEI PALEOLITICO E S. VINCENZO CHIUSI
L'area del paleolitico di Isernia e il sito di S. Vincenzo al Volturno saranno chiusi a Pasqua e Pasquetta. La decisione è stata presa dalla Soprintendenza e ha suscitato proteste da parte del segretario regionale della Uil Bac Molise, Emilio Izzi. Izzi ha inviato una lettera al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, denunciando le "scellerate linee di condotta" della dirigenza dei beni culturali. Izzi sostiene che i siti culturali sono stati chiusi a causa di "pressapochismo, noncuranza e mancanza di lucidita' gestionale".
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