Un privato ha demolito l'antica torre fatta costruire dal barone Antonio Mendola nel 1897, con le pietre della chiesa di S. Francesco del 1500, distrutta per fare spazio al cimitero che, al tempo, accolse i corpi delle vittime del colera. La torre non esiste più e la sua demolizione avrebbe ricevuto le autorizzazioni dovute. Ma che paese è un paese che autorizza un simile vandalismo? L'assessore Alessi ha conosciuto i fatti a danno avvenuto. L'ufficio tecnico comunale avrebbe chiesto il parere alla Sovrintendenza ai Beni cultuali che secondo quanto affermato dall'ingegnere Alberto Avenia ha confermato "che non c'è nessun vincolo e, quindi, essendo zona b1 si è data l'autorizzazione". La demolizione della torre ha avuto le autorizzazioni della Sovrintendenza e del Comune. Ma che paese è? Dov'è lo Stato che doveva tutelare un bene della collettività? Un fatto è certo: sicuramente Favara non è una città normale. Non è normale transennare mezzo paese dopo la strage del 23 gennaio, mentre per decenni non si è visto nulla. Come non lo è l'assenza dello Stato di diritto, che tutto viene dato per "libera concessione" dai potenti di turno. Allo stesso modo, non lo è la mancata conoscenza della demolizione della torre da parte dell'assessore ai Lavori pubblici. E possiamo continuare con le case popolari costruite e poi distrutte. Favara non è un pezzo d'Europa. Geograficamente e per povertà è più vicina all'Africa. Quando si arresterà la caduta libera della città? La politica locale ormai non rappresenta più i cittadini ma caste e interessi personali, il cambiamento sperato consiste nell'invertire i termini della questione con il verificarsi della partecipazione della gente. Finché una parte dei favaresi continuerà a essere serva degli stessi padroni, Favara non cambierà. L'abbattimento della torre, ultimo di una lunga serie di fatti scandalosi, non è acqua fresca. Si è alimentato per oltre mezzo secolo il clientelismo contro il merito, la professionalità e il senso di responsabilità individuale e collettiva. Bisognerà invertire la rotta o suggerire ai giovani di abbandonare la nave che affonda.
Favara Un privato demolisce la torre del 1800
Un privato ha demolito l'antica torre fatta costruire dal barone Antonio Mendola nel 1897, con le pietre della chiesa di S. Francesco del 1500. La demolizione avrebbe ricevuto le autorizzazioni dovute. L'assessore Alessi ha conosciuto i fatti a danno avvenuto. L'ufficio tecnico comunale ha chiesto il parere alla Sovrintendenza ai Beni cultuali, che ha confermato "che non c'è nessun vincolo". La demolizione ha avuto le autorizzazioni della Sovrintendenza e del Comune. La città di Favara sembra avere una grave carenza di Stato di diritto, con la mancata conoscenza della demolizione da parte dell'assessore ai Lavori pubblici.
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