"Battaglia di una minoranza fondata su un imbroglio. E c'è la complicità di funzionari ministeriali" Porto Sant'Elpidio "A pagare il prezzo del vincolo sul cinema Gigli saranno purtroppo i cittadini, in termini di tempo e qualità progettuale". E' netto il commento di Paolo Petrini sulla tutela per l'ex cineteatro al centro di Porto Sant'Elpidio, di cui nei giorni scorsi è arrivata l'ufficialità. Nell'ultima fase della sua amministrazione comunale, quand'era sindaco, nacque il progetto Piazza Garibaldi, poi portato avanti dal suo successore Mario Andrenacci. Un progetto di fatto azzerato dalle disposizioni del Comitato tecnico scientifico del Ministero per i beni culturali prima, dalla Soprintendenza per i beni architettonici poi. "Ripeto quello che ho sempre sostenuto. Siamo all'epilogo nota Petrini di una battaglia legittima condotta da alcuni cittadini elpidiensi che dissentivano con il nostro piano di riqualificazione. Una battaglia fondata però su un imbroglio: quello secondo cui il cinema Gigli avrebbe un valore storico ed architettonico che, com'è evidente a tutti, invece non ha". Secondo il confermato consigliere regionale, il vincolo cadrà ora sulle spalle della cittadinanza. "Purtroppo il costo di questo vincolo lo sconterà la città. Passerà inevitabilmente molto tempo prima che si possa intervenire sulla piazza. Ma lo si pagherà anche in termini di qualità. Non sarà semplice progettare una bella piazza, un luogo accogliente e aggregante per la collettività con al centro quel "bussolotto". Sarà come è stato a suo tempo per l'ex Fim. Era un rischio che si prospettava concreto già da qualche tempo. E questo nonostante la volontà degli elpidiensi, che attraverso migliaia di firme ed un paio di elezioni si sono sempre espressi in modo chiarissimo. Ora si trovano a dover subire loro malgrado questo provvedimento". E' critico, l'ex sindaco di Porto Sant'Elpidio e vicepresidente regionale uscente, anche sull'orientamento assunto dagli organi che hanno materialmente deciso per la tutela del cinema Gigli. "Una minoranza della città ha la meglio attraverso la complicità di istituzioni e funzionari o dirigenti ministeriali attacca al vetriolo Petrini Questo è un dato lampante. Se tutte le battaglie politiche si vincessero così, in Italia si rimarrebbe fermi, si bloccherebbe qualsiasi progetto, non si realizzerebbe più nulla". Per il futuro, il vice governatore regionale prospetta ancora una lunga attesa. "Porto Sant'Elpidio si trova ancora una volta a dover fare di necessità virtù. Dovrà passare tempo per proporre un'altra soluzione, con tutte le difficoltà di realizzare una progettazione di qualità dovendo conservare il cinema Gigli". Soluzioni difficili che ora cadono sulle spalle del sindaco Mario Andrenacci. Il primo cittadino in questi giorni ha atteso prima di intervenire pubblicamente, ma con ogni probabilità oggi dirà la sua. "Ci sono diverse cose da dire per ristabilire la verità dei fatti" preannuncia. Quanto al fatto che esista già un progetto piazza alternativo, come rivelato ieri dagli esponenti del centrodestra, Andrenacci precisa: "Non esiste un progetto già pronto. E' vero però che da quando il Comitato tecnico scientifico l'anno scorso si è espresso a favore della tutela del cineteatro, abbiamo iniziato a ragionare sulle ipotesi alternative da attuare. Sapendo che probabilmente saremmo dovuti ripartire da zero, ne abbiamo discusso com'era naturale che si facesse e in alcune occasioni abbiamo dialogato anche con esponenti della minoranza per un confronto di idee. Sappiamo che ora sarà necessario ricominciare da capo e non mancheremo di parlarne con la cittadinanza". Pierpaolo Pierleoni,
Porto S.Elpidio. Vincolo sul Gigli, Petrini spara a zero
Il cinema Gigli a Porto Sant'Elpidio è stato dichiarato vincolato dal Ministero per i beni culturali. Il progetto di riqualificazione della piazza Garibaldi, che prevedeva la demolizione del cinema, è stato bloccato. L'ex sindaco Paolo Petrini e il consigliere regionale Pierpaolo Pierleoni criticano il provvedimento, affermando che la tutela del cinema è stata ottenuta attraverso un imbroglio e che la cittadinanza dovrà subire il prezzo del vincolo. Il progetto di riqualificazione della piazza dovrà essere riprogettato e potrebbe richiedere un lungo periodo di attesa. L'ex sindaco Petrini accusa anche la complicità di funzionari ministeriali nella decisione.
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